#257 - 22 febbraio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Cinema

Iniziativa del Museo Nazionale del Cinema

Torino - Cinema Massimo

Seeyousound

di Federica Fasciolo

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La sesta edizione di Seeyousound, il primo festival italiano di cinema a tematica musicale, si terrà dal 21 febbraio all’1 marzo: dieci nuovi giorni di proiezioni ed esibizioni live nelle sale del cinema Massimo.

Ospite d’onore del festival il regista Julien Temple, che sarà a Seeyousound per i primi tre giorni presentando in sala in anteprima italiana Ibiza – The Silent Movie, tributo alla storia politica, sociale e musicale dell’isola più amata dai clubber europei. Temple sarà anche protagonista di una giornata speciale dedicata ai suoi film, tra cui un’altra anteprima italiana, Habaneros, che racconta la storia musicale de L’Avana.

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Tanti come sempre i film inediti proposti da Seeyousound, così come gli appuntamenti live imperdibili e unici. Sabato 29 Chassol sarà in sala Cabiria per sonorizzare dal vivo il suo ultimo progetto, Ludi, mentre il festival si chiuderà con la prima assoluta di un concerto co-prodotto insieme al Museo Nazionale del Cinema e proposto in collaborazione con il Goethe Institut di Torino: i Marlene Kuntz sonorizzeranno live il film muto tedesco Menschen am Sonntag, diretto nel 1930 da Robert Siodmak e Edgar G. Ulmer, sperimentando soluzioni armoniche nuove composte per l’occasione.

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20 - 21 febbraio

Tesnota di K. Balagov
...Balagov decide di inserire Tesnota all’interno di un contesto storico: quello del secondo conflitto ceceno. Le cruente ed atroci immagini di repertorio inserite nel film servono a far emergere con maggior vigore il dramma ed il conflitto. Le tensioni socio-politiche, scatenate dalla guerra, fanno da contraltare a quelle emotive scatenate da un evento tragico come può esserlo quello di un rapimento.

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Le tensioni emotive, rimaste sopite nel sostrato della comunità e del nucleo familiare, esplodono quando David, il fratello di Ilana, viene rapito con la fidanzata Lea. La famiglia di Ilana, impotente dinanzi all’accaduto, si affida alla comunità religiosa, decisa a non rivolgersi alla polizia. Sintomatico del processo di (auto-)ghettizzazione tribale che sembra soffocare la giovane protagonista, che in un atto di profonda ribellione sacrifica se stessa.

1917 di S. Mendes Concentrandosi solo sull'aspetto tecnico si rischia di descrivere 1917 come un gelido resoconto fittizio della 1917, non facendogli giustizia. Il film è innanzitutto e soprattutto un'accorata denuncia dell'insensatezza della guerra, lontanissima da tanta retorica patriottica del recente passato. Non a caso il racconto segue due soldati comuni, incastrati dal comando generale in una missione praticamente suicida, uniti da una solidarietà umana che sembra l'unica speranza rimasta in un territorio e in un manipolo di uomini devastati dal conflitto.

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I soldati di Mendes non sono eroi. Sono mariti, fratelli, figli e padri affamati e dai vestiti sporchi, che si battono con un nemico quasi sempre invisibile e senza volto, meglio equipaggiato e nutrito, incastrato come loro nella contesa e difesa di un territorio che nessuna delle due parti - inglese e tedesca - può chiamare casa. Gli ordini dei superiori piovono su uomini costretti ad eseguirli, in un continuum insensato di attacchi suicidi a catastrofiche ritirate, in una guerra che non sembra avere via d'uscita diversa dal reciproco annientamento.

22 - 24 febbraio

Lontano lontano di G. Di Gregorio Trastevere continua ad essere il centro del mondo di Gianni Di Gregorio. Con il bar San Callisto, il tabaccaio con i gratta e vinci e Porta Settimiana come confine. Ogni spostamento fuori quel perimetro è come un viaggio. Lontano lontano, appunto. Come quello in autobus a Tor Tre Teste. Con un asino vicino alla fermata.

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Stavolta Gianni è il Professore. Un uomo di circa 70 anni, ex-insegnante di latino e greco. Si incontra sempre al bar con il suo amico Giorgetto (Giorgio Colangeli). La loro pensione è sempre più misera e le loro giornate spesso monotone. Decidono così di dare una svolta alla propria esistenza e di andare a vivere all’estero. Le loro strade si incrociano con quelle di Attilio (Ennio Fantastichini, qui al suo ultimo film), un rigattiere che vorrebbe riprovare l’ebbrezza delle sue esperienze di quando erano giovani. Dopo aver analizzato alcuni posti, la loro scelta sembra orientarsi sulle Azzorre.

25 febbraio
In viaggio con Luca di S. Marcelli
Il documentario racconta la figura di Luca Ronconi, il più grande regista teatrale italiano, uno dei nomi più celebri del panorama europeo contemporaneo, maestro di generazioni di attori e artefice di un teatro senza limiti. Ma questo racconto è in realtà un viaggio, anzi due. Il viaggio nella memoria di Gianfranco Capitta, critico teatrale, scrittore e docente accademico, ma soprattutto amico e grande estimatore di Ronconi, i cui molti ricordi personali dipingono l’uomo e l’artista, con uno sguardo intimo ed esperto.

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Ed è anche il viaggio che lo stesso Capitta percorre fisicamente attraverso i luoghi più importanti della vita e del lavoro di Ronconi: dai teatri, le cui scene ha calcato come attore all’inizio della carriera, a quelli prestigiosi che ha diretto, dalle scuole, dove ha trasmesso senza compromessi la sua arte, alle città che ha amato e nelle quali ha lasciato il suo segno.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).