#255 - 25 gennaio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Teatro

Debutto Romano: per la giornata della memoria

Roma - Teatro Vascello

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La mamma sta tornando povero orfanello

Dopo lo spettacolo, in diretta su Radio3 Rai, seguirà il dibattito
condotto dal direttore di Radio3 Rai Marino Sinibaldi con ospiti

di Eva Mari

27 gennaio 2020 : Giornata della Memoria il Circolo Gianni Bosio presenta La mamma sta tornando povero orfanello di Jean Claude Grumberg per la traduzione di Giacometta Limentani - con Emanuele Carucci Viterbi, Giovanna Daddi, Dario Marconcini e la cantante Viviana Marino.
La regia è di Dario Marconcini, la collaborazione artistica di Stefano Geraci, Illuminazione e scene: Riccardo Gargiulo con la collaborazione di Maria Cristina Fresia. Produzione: Associazione Teatro Buti.

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Un bambino di 62 anni chiama sua madre, vorrebbe tanto che lo prendesse per mano e trascorressero insieme una domenica felice.
Delle voci gli rispondono, dei personaggi gli appaiono: la madre con i suoi rimproveri, un Dio che può far ben poco, un anestesista inquietante, un invadente direttore di una casa di riposo e, infine, il padre che non ha mai conosciuto e che gli chiede come vanno ora le cose nel mondo, dopo il nazionalismo, la caccia ai diversi, i campi di concentramento…

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Grumberg è autore tragico della più nobile tradizione ebraica dove la memoria e l'ironia si confondono senza derisioni e esagerazioni.
È un autore che pur portando su di sé i segni della discriminazione subita da bambino, della solitudine e del dolore (suo padre, sarto ebreo, morì in un campo di sterminio) nei suoi scritti adotta uno stile delicato dove il passato è come rimosso, mai citato, ma che inconsapevolmente, dalle domande, dalle ansie, dalle nenie, dai ricordi, riaffiora tenero e spietato pur ovattato e nascosto da un sorriso amaro.
J.C.Grumberg è autore di una trentina di opere teatrali, rappresentate in tutto il mondo, e sceneggiatore ( ha lavorato tra gli altri con Truffaut e Costa Gravas).
Con "La mamma sta tornando Povero Orfanello" continua la ricerca del Teatro su testi di autori del 900 poco conosciuti e poco rappresentati in Italia.

                      info    promozione@teatrovascello.it
Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).