#254 - 11 gennaio 2020
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Cinema

Roma - Studi di Cinecittà

Museo ltaliano del Cinema

di Federica Fasciolo

Un luogo per ritrovare o scoprire il nostro immaginario collettivo, dove i visitatori possono conoscere la storia e l’evoluzione dell'arte delle immagini in movimento, l’audiovisivo. Ma soprattutto un viaggio attraverso la sua crescita tecnologica nel Paese, dove da molti secoli l’immagine è al centro dello sviluppo culturale e sociale.

Museo ltaliano del Cinema

Questo è il presupposto di ciò che vuole raccontare il MIAC – il nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema, aperto al pubblico negli Studi di Cinecittà . Voluto e finanziato dal Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, il MIAC è realizzato da Istituto Luce-Cinecittà, in partnership con Rai Teche e CSC – Centro Sperimentale di Cinematografia, in collaborazione con molti altri grandi marchi della nostra memoria e dell’immaginario, che insieme rappresentano un patrimonio di archivi visivi di livello mondiale.

Museo ltaliano del Cinema

Il nuovo museo sorge all’interno degli Studi di Cinecittà su un’area di 1650 metri quadri, nell’edificio un tempo sede del laboratorio di sviluppo e stampa: un luogo dove nei decenni, in milioni di metri di pellicole e pizze, è passata buona parte della storia del cinema italiano. Quello che il MIAC racconterà e farà vivere al pubblico è il percorso del patrimonio audiovisivo italiano dalle origini del Cinema, ai filmati che hanno costituito i grandi archivi del nostro paese fino all’arrivo della Televisione e alla nascita e allo sviluppo della nuova immagine digitale. Un patrimonio visto nelle sue relazioni con la storia, con la nostra vita sociale e culturale e i mutamenti del linguaggio visivo lungo il XX e XXI secolo.

Museo ltaliano del Cinema

Nei 12 ambienti del percorso sono mostrati centinaia di film e filmati d’archivio (degli immensi fondi dell’Istituto Luce e delle Teche Rai, e degli archivi partner), documenti, fotografie, interviste, sigle, backstage, grafiche, radio: materiale reso immersivo ed emozionale grazie a installazioni interattive, videoarte, linguaggi transmediali. Il racconto non è didascalico, non procede per cronologia, ma si sviluppa per aree tematiche trasversali dai nomi suggestivi: potere, musica, commedia, lingua, eros, maestri, giusto per fare qualche esempio.

Due elementi formano la spina dorsale del museo: il primo è la Timeline, una parete di oltre trenta metri in cui attraverso un sorprendente graffito animato si possono vedere date ed eventi della storia dell’audiovisivo in Italia, dal pre-cinema a oggi; il secondo elemento è il Nastro trasportatore, il rullo originale di oltre 40 metri che per decenni ha trasportato in queste sale le pellicole per le lavorazioni. E che oggi fa viaggiare i pensieri scritti dai visitatori su schermi luminosi, trasformandoli in piccoli biglietti stampati.

Museo ltaliano del Cinema

Notevole anche la valorizzazione del complesso originario, realizzato da Gino Peressutti nel 1937 e destinato a laboratorio di sviluppo e stampa, laboratorio meccanico, deposito pellicole. L’opera ha portato ad un intervento che complessivamente ha rigenerato, attraverso opere edili e tecnologiche, oltre 3.000 mq di complesso edilizio esistente. "Il Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema è una delle prime due iniziative finanziate con il piano strategico “Grandi Progetti Beni Culturali” previsto dalla legge istitutiva dell’Art bonus e varato all’inizio del 2015" ha dichiarato il Ministro per i Beni Culturali e il Turismo, Dario Franceschini.

Museo ltaliano del Cinema

La struttura ospiterà anche mostre temporanee, installazioni, proiezioni, incontri e una bibliomediateca a uso di visitatori e studenti, per approfondire ricerche nell’immenso tesoro dell’Archivio Luce, uno dei fondi visivi più digitalizzati in Europa, con migliaia di filmati e di foto fruibili sul sito archivioluce.com. E ci saranno una sala cinema per proiezioni, e uno spazio conferenze. Un prezioso punto di conoscenza sarà poi lo Spazio Lettura Tullio Kezich, che vivrà della biblioteca personale del grande critico cinematografico, con un fondo librario di oltre 5.000 volumi consegnati al MIAC da Alessandra Levantesi Kezich.

Museo ltaliano del Cinema

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)