#251 - 16 novembre 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Televisione

Televisione, gioia e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

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Tanto per cambiare si parla di razzismo.
Questa volta su Rete4, nella trasmissione di Nicola Porro, Quarta Repubblica. Ospiti: Vittorio Sgarbi in collegamento e, in studio, il vignettista Vauro, il parlamentare del Pd Fiano e una rappresentante dei Rom.

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Sulle prime il dibattito prende la solita noiosissima piega moralistica, ma ci pensa Sgarbi con un colpo di genio a rendere meno banale la serata non appena Porro gli dà la parola. “Il fatto è che in fondo siamo tutti razzisti – esordisce – nessuno di noi, neanche Fiano, neanche Vauro, assumerebbe una colf Rom”. Silenzio tombale, neanche i due chiamati in causa, pesi massimi dell’antirazzismo, aprono bocca. E Sgarbi genialmente tace per dare spazio e voce a quell’imbarazzante silenzio, per poi riprendere il consueto eloquio brillante.

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Si avvicina il Natale e lo scaltrissimo Bruno Vespa pubblica il suo ultimo libro.
L’argomento è di grande attualità: il fascismo. Incredibile ma vero! In questo scorcio d’anno poi, si direbbe l’argomento principe dei dibattiti televisivi e non solo.
Ci pensa, fortunatamente Mario Giordano con il suo programma Fuori dal coro, a inchiodare alle proprie irresponsabilità i nostri politici che, fintamente ignari del tempo che passa, continuano a gargarizzarsi con l’antifascismo. L’irresponsabilità di una casta di vassalli e di valvassori che si autoassegnano stipendi spropositati e amministrano la cosa pubblica con lo strumento vessatorio e ineluttabile delle tasse, ormai ben oltre il limite etico dello strozzinaggio. Ma questa anacronistica medieval-democrazia che tuttora subiamo, nata dal dopoguerra, non può fare a meno del fascismo anzi: se ne nutre simbioticamente ogni giorno “Siamo dei buoni a nulla, non valiamo un fico secco ma se non ci fossimo stati noi….” E’ il retropensiero giaculatorio che ci ha accompagnati sin dalla culla e che ultimamente sembra avere una inspiegabile recrudescenza. Forse un preludio di morte?

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Nella trasmissione mattutina della sempre accigliata Eleonora Daniele - Storie Italiane in onda tutti i giorni su Rai1- un garbata presentatrice con una spiccata propensione per il Grand Guignol, si sta parlando quotidianamente di una signora marocchina scomparsa apparentemente nel nulla. Si interroga il marito, i vicini, le amiche. Le versioni sono contraddittorie: angosciosa e apprensiva quella del marito, critiche quelle delle amiche. Samira – questo il nome – era una donna libera dicono, non sopportava il velo…la musica è sempre quella.. Ovviamente non sappiamo come andrà a finire ma ci chiediamo: non sarebbe il caso di inventarsi una legge che proibisca ufficialmente in Italia l’uso di questo ridicolo indumento? Molte questioni, anche drammatiche – se non tragiche – si potrebbero risolvere alla radice.

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)