#250 - 2 novembre 2019
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Televisione

Televisione, gioia e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Ci sono periodi come l’attuale – che si ripresentano aleatoriamente a intervalli irregolari- in cui prediligo il frigorifero e il forno elettrico al televisore. Il mesto telecomando, abbandonato sul tavolo, mi sta guardando in tralice, ma nessun senso di colpa mi fa recedere da questa santa inerzia televisiva che dolcemente mi avvolge in questo tiepido scorcio d’anno. Un’inerzia salutare e salvifica provocata, ne ho il sospetto, dall’eccesso di politicume, di vacuo chiacchiericcio istituzionale, dispensato nelle ultime settimane, a piene mani e a pieni polmoni, più o meno ecumenicamente, da tutte le emittenti TV; con conseguente sovraesposizione acustica dei teneri ammennicoli che più di una volta hanno rasentato lo sgretolamento. Un sarabanda di parole, dalle più ovvie alle più stravaganti, che mi ha fatto ripetutamente invocare a mani giunte il mistico silenzio claustrale.

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Mi sovviene lo scaltro Bruno Vespa che nel suo classico “Porta a Porta”- un programma che per la sua influenza nell’agone politico qualcuno ha chiamato “la terza Camera del Parlamento”- ha organizzato un seguitissimo wrestling tra Matteo Salvini, leader della Lega e Matteo Renzi, neoleader di Italia Viva, i due parlamentari di maggiore impatto scenico, senza ombra di dubbio.
Si è trattato di un confronto dal peso politico insignificante che ha tentato di ricalcare, in una forma molto sbiadita, le memorabili sfide televisive tra Giorgio Almirante e Marco Pannella, uomini di spessore ben diverso, s’intende.

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E che dire poi di tutto l’imbonimento elettorale attorno alle regionali in Umbria con i reiterati appelli agli “Italiani”, entità astratta per non dire fantomatica! E ancora la solita stucchevole retorica sugli immigrati- pro e contro – e sul polveroso “razzismo”. E ancora il nuovo, vecchio, inutile governo che, come i precedenti, non è in grado di governare se non con la dittatura delle tasse, la cui insopportabile molestia giustificherebbe da sola ormai una rivolta armata. E quel Movimento Cinque Stelle - col suo giovane, sempresorridente leader Luigi Di Maio - che confonde il “trans-ideologico”, come usa dire, col cerchiobottismo e stringe alleanze con cani e porci indistintamente. Ci ha consolato, in questi giorni uggiosi, rivedere in un canale della rete Mediaset, i vecchi film del ciclo di Don Camillo e Peppone (due personaggi-archetipi, usciti dalla penna del grande Giovannino Guareschi) fotografia di un’epoca remota che usiamo chiamare, con altezzosa civetteria, prima Repubblica e che rischiamo purtroppo di rimpiangere.

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AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)