#242 - 15 giugno 2019
AAAATTENZIONE - Cari amici lettori, questo numero rimarr in rete fino alla mezzanotte del 10 dicembre quando lascer il posto al n. 297. BUONA LETTURA A TUTTI . Ora per voi : AMICI DEGLI ANIMALI - Vivisezione: Nessuno scopo cos alto da giustificare metodi cos indegni (A. Einstein) - Grandezza morale e progresso di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali (Gandhi) - La compassione e l'empatia per il pi piccolo degli animali una delle pi nobili virt che un uomo possa avere (C. Darwin) - Fintanto che l'uomo continuer a massacrare gli animali non conoscer ne salute, ne pace (Pitagora) - Tra tutti gli animali l'uomo il pi crudele. E' l'unico ad infliggere dolore per il piacere di farlo (M Twain) - A forza di sterminare animali si capito che anche sopprimere uomini non richiedeva grande sforzo ( E.da Rotterdam) . -
Religione

In occasione dell'80 di proclamazione a Patrono d'Italia

Per l'evento promosso presso la Camera dei Deputati
dal Movimento dei Focolari
e dall’Associazione Internazionale dei Caterinati

Letter@perta

San Francesco

Dal Volume "Santi chi puo'"
Di Dante Fasciolo e Lucio Trojano - Aracne Editrice

San Francesco

Come è difficile scriverti, Francesco.
Il groviglio dei pensieri e le opere dei giorni
imprigionano gli uomini del nostro tempo,
e lo spazio loro riservato è distante e dissimile
dallo spazio che occupa la tua mente e il tuo cuore.

Il labirinto della vita, oggi, obbliga il transito
sui sentieri impervi dell’arrivismo,
della superbia, dell’affermazione sull’altro,
e nega l’uscita verso la verità
che germoglia nella semplicità della tua vita.

Perfetto è l’assioma che rovescia il detto.
In te, l’abito fa il monaco
e il tuo saio sdrucito e rattoppato
è lo specchio impietoso delle nostre coscienze
che annaspano nel pozzo dell’ignavia.

Barlumi di resipiscenza di tanto in tanto
stringono il nodo di sottile filo che ci lega ancora
alla natura e alla bellezza che ci circonda…
ma come è facile incrociare di nuovo
le inestricabili vie delle nostre aride città.

Non interpellano più i nostri sentimenti
gli uccelli che annunciano l’alba,
e ai quali tu parlavi e davi lezioni di bon ton;
e facile è schivare i poveri abbandonati sui selciati,
così simili al lebbroso che tu abbracciasti.

Come è difficile scriverti, Francesco,
e come lo è seguirti irrefrenabilmente,
anche quando il cuore accelera il suo battito
e sembra voler uscire dal corpo e ribellarsi,
per testimoniare te e il talento che hai impresso alla vita.

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