#235 - 2 febbraio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte di venerdi 10 luglio, quando lascer il posto al numero 267. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c' la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Teatro

Roma - Teatro Vascello

Quel copione di Shakespeare

Le novelle italiane che hanno ispirato il grande drammaturgo inglese

di Eva Mari

William Shakespeare ha copiato alcuni suoi capolavori dalle novelle italiane?
Ovviamente, copiato, è una provocazione, ma non troppo campata in aria.
I suoi colleghi del tempo lo accusavano esattamente di questo: copiava da tutti.
Shakespeare conosceva molte bene le novelle italiane perché furono tradotte in inglese sin dal XIV secolo.
E allora, la vera provocazione è: perché non andiamo a scoprire le fonti da cui Shakespeare aveva copiato?
Perché non fare in teatro delle letture espressive delle novelle del Bandello, Giraldi Cinzio, Straparola, Da Porto, Giovanni Fiorentino, Masuccio Salernitano e naturalmente Boccaccio?

Quel copione di ShakespeareQuel copione di Shakespeare

Per "lettura espressiva" intendiamo riferirci a quella "letteratura espressiva" ricca di modi di dire, idiotismi, proverbi popolari, terminologia e sintassi che corredavano la scrittura dei più grandi novellieri italiani rendendola viva e "realistica". E il maestro di tutti, si sa, fu Boccaccio. Tradotto in lettura espressiva vuol dire grande libertà teatrale, fantasia recitativa, comunicazione diretta di emozioni e sentimenti che vivissimi fuoriescono da quei testi.
In conclusione: Un'ora di lettura, lezione, aneddotica, teatralità nello spirito e nello stile affabulatorio di Vittorio Viviani.

Vittorio Viviani interpreta e commenta le novelle italiane da cui Shakespeare ha tratto molte delle sue opere, dimostrando che il grande bardo è un copione…! Che conosceva bene i nostri novellieri, da Bandello a Boccaccio, da Giovanni Fiorentino a Straparola a Giraldi Cinzio, e che, forse, di nascosto li leggeva in italiano! Viviani accompagna il pubblico in esaltanti racconti, divertenti ed emozionanti; ricchi di sentimenti e passioni che esaltano il realismo espressivo e la preziosa raffinatezza delle novelle italiane.
Attraverso la riscoperta di quella lingua vivida, espressivistica, teatrale, moderna dei nostri novellieri. E comunque, anche per riconoscere la grandezza di quel copione di Shakespeare.
Un reading di grande teatralità, di digressioni e di aneddotica, nello spirito e nello stile affabulatorio di Vittorio Viviani.

Dopo aver ascoltato:
"La sfortunata morte di Dui Infelicissimi amanti" (Giulietta e Romeo - M. Bandello),
"Per un pugno di dollari Per un pugno di ducati (Mercante di Venezia - G. Fiorentino);
"L'amante nello scrigno" (Le allegre comari di Windsor - G. F. Straparola);
"La mossa dell'alfiere" (Otello - G. B. Giraldi Cinzio);

Quel copione di ShakespeareQuel copione di Shakespeare

Si continua con:
"Due pesi due misure" (Misura per misura - G. B. Giraldi Cinzio) 7 febbraio; "I due gemelli marchigiani (La dodicesima notte - M. Bandello) 14 febbraio;
"Amare a pezzi" (Tito Andronico - M. Bandello) 21 febbraio;
"Apertura al buio" (Tutto è bene quel che finisce bene - G. Boccaccio) 28 febbraio;
"La incontrai per caso a Messina" (Molto rumore per nulla - M. Bandello) 7 marzo; "La buona, Il Brutto il cattivo" (Cimbelino - G. Boccaccio) 14 marzo.

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero stato il mezzo pi sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ci che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille pu inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo cominciato senza l'uomo, e finir senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico , per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -