#235 - 2 febbraio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Televisione

Televisione gioia e dolore

Zapping

frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Attraversiamo, da qualche settimana, uno svogliato periodo di stanca. Sempre più spesso la Tv ci viene a noia, le dita incespicano sul telecomando e non ne vogliono sapere. Questa festa ininterrotta, vociante, imbellettata, punteggiata qua e là di tragedie lustrali, di ecatombi palingenetiche; questi ghirigori dialettici dei politici da pulpito morbosamente avvinghiati al consenso; questi sorrisi aleatori improvvisamente sollecitati da occhiute telecamere; queste pubblicità compulsivamente ammannite senza rispetto alcuno per l’indifferenza altrui, raccontano di una corriva vita immaginale che sembra scorrere altrove rispetto al mondo reale.

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E quando la finzione, il gioco, l’illusione perdono la presa, qualcosa di perturbante sembra accadere accade: un moto di straniamento, un cenno di vertigine. Allora ecco che quell’assortito impasto di immagini, parole e pixel non trova più una collocazione sensata nella nostra vita.
E potrebbe accadere che perfino i telegiornali esibiscano ai nostri occhi la stessa patente di credibilità di un cartone animato. Occorrerebbe riconquistare almeno un lieve torpore sciamanico, un barlume di coscienza lisergica, per rientrare in quel luminoso flusso incessante veicolato dalla TV e per abbandonarci nuovamente all’ipnotico e compulsivo zapping, quasi a volersi scientemente perdere per certi lambiccati labirinti neuronali.

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Allora l’applauso macchinale che scandisce e sancisce sonoramente il consenso torna ad avere un valore, così come la patinata austerità di un discorso istituzionale accreditato dall’immancabile presenza didascalica di un’enciclopedia Treccani a far da quinta sullo sfondo (si pensi soltanto al radicale mutamento di senso se, per svista o per magia, apparisse in sua vece nello scaffale una collezione di Diabolik o di Topolino, per esempio).

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Così come la santa messa televisiva che costringe non di rado il celebrante a calcare la mano nel maquillage (impietosità dei primi piani!) ovvero i numerosi programmi di intrattenimento popolati da avvenenti donne seminude convocate spesso “in veste” di verbose opinioniste.
Tutto si mescola babelicamente in questo straordinario circo Barnum a cristalli liquidi.
Nel nome dell’informazione e dello show, le due acclamate istanze che sempre più si vanno configurando come i grandi capisaldi della nostra vacillante e insicura civiltà. Di cui il telecomando è simbolo miliare e testimone allo stesso tempo. Papa Francesco, L’isola del famosi, Lory del Santo, il Grande Fratello, Massimo Cacciari, Alba Parietti, Mattarella, Fabio Fazio si avvicendano rapidamente apparendo e scomparendo ai nostri occhi come nel ritmo felicemente ipnotico di una giuliva giostra di paese.

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Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).