#233 - 5 gennaio 2019
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Televisione

Televisione gioie e dolore

Zapping

Frammenti semiseri di cronaca televisiva

di Luigi Capano

Ci godiamo con diletto una delle più divertenti trasmissioni del momento: La repubblica delle donne condotta dal’imprevedibile Piero Chiambretti su Rete4. Sono ospiti gli attori Christian De Sica e Massimo Boldi che presentano il solito film di Natale in stile “Vanzina”, volgarmente detto “cinepanettone”. Lui con il nome che porta… - Chiambretti si rivolge al pubblico indicando De Sica e alludendo al celeberrimo papà - a casa sua è passato di tutto, anche personaggi insospettabili come Eugenio Scalfari e lui con la voce che ha, l’ha fatto piangere. Come sei riuscito a far piangere Scalfari?

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E De Sica racconta: lo conoscevo perché suo padre era il direttore del Casinò dei Sanremo.
Mio padre come è noto disgraziatamente era un giocatore e una volta aveva perso tutto e andava in giro per Sanremo con le tasche rovesciate: il padre di Scalfari gli dette il viatico per tornare a Roma ed è rimasta così un’amicizia.
Al figlio Eugenio piacevano tutte le canzoni che cantava mio padre ma soprattutto le canzoni del ventennio fascista. Quindi io ho fatto piangere Scalfari cantandogli “Faccetta nera” e “Parlami d’amore Mariù”… sembra una cosa assurda conclude ridendo di cuore.

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Non ci stanchiamo mai di rivedere Mary Poppins, il capolavoro fantasy degli anni ’60 diretto da Robert Stevenson. Lo danno spesso in prossimità del Natale, questa volta su Rai1. Frutto di un pensiero immaginativo non comune, il film narra un frammento di vita ordinaria nel cui corso irrompono, di quando in quando, creature straordinarie provenienti da chissà dove. Accarezzando la fantasia e suscitando più di una riflessione.

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Inizia l’anno nuovo e, come vuole la consuetudine, un profluvio di oroscopi invade lo schermo.
Ci sarebbe da interpellare i sociologi su questo fenomeno che ha quasi del soprannaturale.
Nei dibattiti televisivi prolifera fino alla nausea l’aggettivo “scientifico” per dare forza e autorevolezza ad un’opinione o, al contrario, al negativo come deterrente per stroncare un’argomentazione ritenuta troppo pedestre.
Ma davanti all’oroscopo anche il colto e l’inclita si fermano in attesa della divinazione, del vaticinio che si auspica fausto. L’essere umano è veramente un composto ben assortito.

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Anche quest’anno ammiriamo su Rai1 Danza con me lo straordinario spettacolo di Roberto Bolle, l’eccezionale ballerino che ha il magico potere di trasformare in danza qualunque movimento. Assistiamo rapiti ad un vero e proprio inno all’eleganza e alla bellezza! Con l’augurio che sia un buon viatico per il neonato 2019.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).