#202 - 22 settembre 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Humour (non sempre) per riflettere

Tempi...Moderni?

Voci

di Giuseppe Sanchioni

Mentre in tutta Italia abbiamo i cervelli in fuga, a Roma per distinguerci abbiamo invece le voci in fuga. Ma non parlo di cantanti che emigrano a Sanremo.
Parlo piuttosto di un fenomeno noto ai pazienti frequentatori dei trasporti urbani della Capitale che, di autobus, uno ne riescono a prendere ma, di fesserie, cento ne riescono a sentire.
Soprattutto sui nuovi bus rossi si verifica questo nuovo fenomeno, che forse rappresenta un segno di questi nostri magri tempi: l’annuncio delle fermate fatto, forse per una fuga all’estero delle voci indigene, da una voce femminile (ma sotto cura ormonale) straniera che sbaglia tutti gli accenti (e non solo). Cioè siamo all’imbarbarimento della lingua come già avvenuto anni fa nel passaggio dal latino al volgare. Ed in effetti, più volgare di questo!

Per esempio, quando prenderete il 310 potrete scendere a Via Ippocràte e poi andare a prendere il 163 per scendere a Via Galla Plàcida.
Caro Ippòcrate di Coo e cara Galla Placìdia da Ravenna perdonàteli perché non sanno quello che dicono!
A questo punto, per adèguarmi ai tempi e un po’ perché a forza di àndare sul bus, ho comìnciato pure io a pàrlare così sarei tèntato di contìnuare a scrivère con tutti gli àccenti sbàgliati. Cònvinto che non è un èrrore, è solo l’evolùzione di una lingua viva.

Nei prossimi anni si prevede che l’evoluzione riguarderà i verbi. Non i congiuntivi che sono già stati abbandonati da decenni, la documentazione risale almeno ai tempi di Fantozzi, ma gli altri modi.
Chissà, forse per semplificare useremo soltanto l’infinito, che fa tanto esotico.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).