#200 - 9 settembre 2017
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte di venerdi 2 dicembre quando lascer il posto al numero 319. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, pu durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni pi importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perch (Mark Twain) "L'istruzione l'arma pi potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) La salute non un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perch i servizi sanitari siano accessibili a tutti (Papa Francesco) Il grado di civilt di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bens nella capacit di assistere, accogliere, curare i pi deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civilt di una nazione e di un popolo (Alberto degli Entusiasti) Ogni mattina il mondo un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosit, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Ambiente

In occasione della 12^ Giornata per la custodia del Creato - 1 settembre

Modica - (Ragusa)

Viaggiatori sulla Terra di Dio

Dalla relazione del Presidente del Movimento Azzurro

Dall’articolato intervento del Dott. Rocco Chiriaco, Presidente Nazionale del Movimento Azzurro, alla due giorni di Modica, titolo “Viaggiatori sulla terra di Dio”, estrapoliamo alcuni passaggi, sintesi di un pensiero che si è sviluppato nel corso degli anni nell’ambito del Movimento spesso anticipando una moderna linea ecologista, che trova oggi una conferma negli espliciti nuovo senso ed interpretazione dell’insegnamento della dottrina cristiana.

Pontefici Romani dei nostri giorni – sottolinea Chiriaco - hanno tracciato la linea ambientalista per i propri cristiani attraverso specifiche lettere encicliche, a partire dalla “Centesimus annus” pubblicata nel 1991 dal Santo Papa Giovanni Paolo II:

Viaggiatori sulla Terra di DioViaggiatori sulla Terra di Dio

Invece di svolgere il suo ruolo di collaboratore di Dio nell’opera della creazione, l’uomo si sostituisce a Dio e così finisce col provocare la ribellione della natura, piuttosto tiranneggiata che governata da lui. Si avverte in ciò, prima di tutto, una povertà o meschinità dello sguardo dell’uomo, animato di possedere le cose anziché di riferirle alla verità, e privo di quell’atteggiamento disinteressato, gratuito, estetico che nasce dallo stupore per l’essere e per la bellezza, il quale fa leggere nelle cose visibili il messaggio del Dio invisibile che le ha create. Al riguardo, l’umanità di oggi deve essere conscia dei suoi doveri e compiti verso le generazioni future”.

Parte da questo messaggio ambientalista “al mondo” che, per la sua natura, possiamo definire “ordinatorio” per i cattolici, il rinnovato impegno degli ambientalisti di ispirazione cristiana anche in Italia.
Nello stesso anno Gianfranco Merli dava vita al Movimento Azzurro, fondando l’impegno degli ambientalisti cattolici, che vi aderivano, sul Manifesto “Ecologia Etica Economia”, il quale costituisce ancora oggi la chiave di volta di tutto il pensiero ambientalista e delle azioni del Movimento Azzurro sviluppatesi in quest’ultimo quarto di secolo.

Viaggiatori sulla Terra di DioViaggiatori sulla Terra di Dio

Il Papa, Santo Carol Wojtyla, con la Centesimus annus ha ripreso con forza i temi della responsabilità dell’uomo verso l’ambiente: “Del pari preoccupante, accanto al problema del consumismo e con esso strettamente connessa, è la questione ecologica”.
Hanno poi dato seguito ed amplificazione al pensiero, Papa BenedettoXVI e Papa Francesco, quest’ultimo con l’intenso e commovente "Laudato si’ “, vera rivoluzione culturale e mediatica attraverso la quale il Santo Padre, oltre che indicare ai cattolici la via e i “doveri” per la salvezza del mondo e della umanità, indica qual è la categoria di genere umano che in primo luogo porta la responsabilità di agire per la salvezza del creato e per creare le condizioni di una possibile convivenza di tutto il genere umano nella casa comune che è la terra, la quale allo stato attuale si presenta sempre più squilibrata per concentrazioni di presenze nell’ambito dei territori continentali ed uso e distribuzione delle risorse comuni.

La prospettiva che emerge – continua Chiriaco - è dunque “una visione articolata dello sviluppo”, che porta a ritenere come la questione sociale sia oggi inscindibilmente legata alla questione antropologica.

  1. Lo sviluppo è una vocazione.
    Affermare che “il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, nella sua integrità: l’uomo infatti è l’autore, il centro e il fine di tutta la vita economico-sociale” significa sottrarre ad un cieco determinismo la lettura della globalizzazione e ribadire che anche questo complesso fenomeno è legato alla variabile umana.

  2. Lo sviluppo richiede la carità oltre la giustizia.
    "Si tratta di un impegno che non può essere svolto dalle sole scienze sociali, in quanto richiede l’apporto di saperi capaci di cogliere in maniera illuminata la dignità trascendente dell’uomo”.
    In tal modo il Papa si fa carico, ancora una volta, di restituire dignità alla domanda su Dio e di riaprire all’interno del dibattito pubblico la questione della fede, che è chiamata a purificare la ragione, così come la carità orienta e finalizza la giustizia, se il mondo non vuole soccombere alle sue logiche disumanizzanti.

  3. Lo sviluppo sociale è la questione antropologica.
    Il punto di approdo di quanto detto sul rapporto tra giustizia e carità e la prospettiva più originale del testo pontificio è ricondurre la questione sociale alla questione antropologica, marcando la necessaria correlazione che esiste tra queste due dimensioni che stanno o cadono insieme.

  4. La questione ambientale: la priorità dell’ecologia umana.
    L’attualità della questione ambientale ha molto colpito la pubblica opinione e può rappresentare una sorta di controprova sperimentale della validità della lettura dello “sviluppo integrale”, che Benedetto XVI propone a tutti gli uomini di buona volontà, sulla scia della grande intuizione della Populorum progressio di Paolo VI. La trattazione del tema dell’ambiente, cui è espressamente dedicato una parte significativa del capitolo IV dell’enciclica, rileva una ricorrente preoccupazione nel magistero del Pontefice il quale scrive: “La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di se stesso. E’ necessario che ci sia qualcosa come un’ecologia dell’uomo, intesa in senso giusto. Il degrado della natura è infatti strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana: quando l’ecologia umana è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio."
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