#195 - 10 giugno 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fumetto

Nato nel 1936: guerra in Abissinia, piena era fascista

Rebo

di Giada Gentili

Rebo

Rebo è lo spietato dittatore di Saturno che nel fumetto Saturno contro la Terra, ideato da Cesare Zavattini nel 1936, decide di invadere il nostro pianeta.

ReboRebo

Questa epopea fantascientifica tutta italiana, realizzata nel tentativo di contrapporre un personaggio nostrano allo strapotere dell'americano Flash Gordon, rimane impressa ai lettori dell'epoca.
Così quando Carlo Chendi e Luciano Bottaro decidono di mandare Paperino e Paperone nello spazio nella loro visionaria storia Paperino e il razzo interplanetario si inventano una versione Disney di Rebo. Interessato a conquistare Giove, la patria dei gioviali, omini rosa ghiotti del denaro di zio Paperone, il dittatore di Saturno in salsa bottariana mantiene la sua spietatezza ma acquisisce anche una connotazione umoristica, rimanendo così nel cuore dei lettori.

ReboRebo

Il fumetto di Zavattini prende le mosse dalla caduta di un enorme meteorite sulla Terra.
L'innocuo meteorite risulta essere in realtà un'astronave popolata di esseri alieni dal bizzarro abbigliamento (indimenticabile il tradizionale copricapo che può ricordare la cresta di un drago ma anche quella di un più innocuo gallo) guidati dal temibile Rebo.
Si tratta di abitanti di Saturno che intendono conquistare la Terra grazie alla loro evoluta tecnologia. Ma ad opporsi ai loro piani troveranno gli abitanti della Terra ed in particolar modo lo scienziato italiano (come è ovvio che sia) professor Marcus ed il suo assistente Ciro, giovane ed atletico come ogni eroe che si rispetti.

ReboRebo

Riesco a trovare ancora qualche sperduta chicca dei nostri grandi fumettisti/artisti/scrittori.
Mamma mia: 1936, guerra d'Abissinia, in pieno fascismo e guarda qui che cosa s'inventa Zavattini!
Beh, c'era ancora lo spazio per l'umorismo? oppure a Piazza Venezia non avevano capito l'antifona?
Certo, i tempi sono cambiati, oggi la satira imperversa, anche troppo (i francesi di Charlie, ad esempio).

Rebo

In realtà, i tempi non sono affatto cambiati, le dittature si celano abilmente sotto altre forme.
Nelle nostre ultime spiagge per sopravvivere al grigiore paludoso dei nostri giorni dove tutto DEVE essere uguale, dove TUTTI devono accettare TUTTO, è vero: non ci resta che riderci sopra!
Come si dice: "chi si accontenta....gode."

Rebo

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).