#185 - 4 marzo 2017
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fumetto

S.K.1

di Giada Gentili

È il nome, questo, dell’eroe principale, del protagonista di S.K. 1.
Parlare di fanta¬scienza vera e propria sembra un poco falsare i contorni delle intenzioni di Guido Moroni Gelsi.

S.K.1

È vero: si parla in esso di un altro pianeta che un gruppo di terrestri, il giovane Varo Vaschi, il professor Vela e la figlia di costui, Jole, visitano capitandovi per caso, cioè precipitandovi con il loro «stratosferico S.K. 1»: velivolo che più che al futuribile tecnologico sembra imparentarsi con i marchingegni di Robida per altro filtrato da umori decisamente caserecci.

Ma la storia rientra nella sfera del fantastico, del mitico e dell’esotico.
Sembra che Moroni Gelsi non riesca a liberarsi da certi condizionamenti ambientali da lui studiati soprattutto per le vicende salgariane dei thugs strangolatori. Ma è proprio ciò a conferirgli un sapore di originalità che lo distingue da ogni altro fumetto appartenente al filone.

S.K.1

In quell’epoca, dopo il Buck Rogers in the Year 2429 di Dick Calkins e Phillip Nolan e insieme ad altri racconti, trionfavano le strisce raymondiane di Flash Gordon: l’eroe principe dei vagabondi delle stelle, immerso in un alone fiabesco con draghi e strane razze di umanoidi.
Moroni Gelsi non poteva sottrarsi a quel richiamo.
Lo si può notare dalle principali figure che animano l’intreccio del suo racconto: Varo Vaschi è per così dire il Gordon della situazione, mentre il professor Vela sostituisce il savant dr. Zarro e Jole è palesemente Dale. Ma questa somiglianza e le altre, per esempio l’uomo-lupo Upupo, gli uomini-salamandra, l’uomo-tigre, la bestia Orus ecc. pur obbedendo alla medesima matrice in fondo cui si era ispirato Alex Raymond (il mondo della mitologia) riescono ad assumere una singolare compostezza, un cifrario « magico » del tutto inedito.

S.K.1 non ha niente di futuribile. Non vi sono al suo interno marchingegni che oggi possano far gridare al miracolo, cioè abbiano precorso in qualche modo il cammino delle scoperte scientifico-tecnologiche. Anzi vi si respira una certa aria demodé, un certo sapore ottocentesco, dovuto proprio allo stile grafico, inconfondibile, di Guido Moroni Gelsi.
La parabola è anch’essa ingenuamente legata a una mitica civiltà del Ferro e dell’Acciaio: i tre protagonisti finiscono prigionieri di un imperatore appunto del Ferro, quindi si trovano a fronteggiare le ire di Aera, principessa di codesto regno denominato dell’Acciaio.
L’azione è ricca di movimento, di colpi di scena, di agguati, di sorprese: il tutto all’interno di scenografie e di cerimoniali tolti di peso dalle mitologie religiose orientali.

S.K.1

Bello questo fumetto, bello ogni oltre apprezzamento di una lettrice che sta sfogliando da mesi la storia del fumetto.
Non farò la solita omelia sui risvolti sociali e politici.
Godiamoci insieme S.K.1 in santa pace alla faccia delle miserabili scissioni partitiche.

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).