#101 - 25 agosto 2014
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di venerdi 23 aprile, quando lascerà  il posto al numero 284. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sà ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fotografia

Resonance

L’esposizione, curata da Pierre Apraxine e Matthieu Humery,
 a Palazzo Grassi presenta
130 fotografie 
dalla fine degli anni ‘40 fino alla metà degli anni ‘80,

e resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre 2014.

L’esposizione riunisce 83 stampe al platino, 29 stampe in argento,

5 stampe dye-transfer dai colori vivaci

e 17 internegativi mai esposti prima d’ora.

Palazzo Grassi – Venezia

Irving Penn, Resonance

di Federica Fasciolo

Irving Penn, Resonance

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

La mostra ripercorre i grandi temi cari a Irving Penn che, al di là della diversità dei soggetti, hanno in comune la capacità di cogliere l’effimero in tutte le sue sfaccettature. Ne è un esempio la selezione di fotografie della serie dei "piccoli mestieri", realizzata in Francia, negli Stati Uniti e in Inghilterra negli anni ‘50. Allo stesso modo, i ritratti dei grandi protagonisti del mondo della pittura, del cinema e della letteratura realizzati dal 1950 al 1970 esposti accanto a fotografie etnografiche degli abitanti della Repubblica di Dahomey, degli aborigeni della Nuova Guinea e degli uomini del Marocco, sottolineano con forza la brevità dell'esistenza dagli esseri umani, siano essi ricchi o indigenti, celebri o sconosciuti.

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

All'interno di questo percorso, che promuove il dialogo e le connessioni tra le opere di diversi periodi e differenti soggetti, la natura morta svolge un ruolo di primissimo piano: in mostra sono raccolte fotografie realizzate dalla fine degli anni ’70 all'inizio degli anni ’80 che presentano composizioni di mozziconi di sigarette, ceste di frutta, vanitas così come teschi di animali fotografati al Museo di Storia Naturale a Praga nel 1986 per la serie “Cranium Architettura”.

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

Questo ampio panorama, in cui immagini molto poco conosciute affiancano pezzi iconici del suo lavoro, offre una chiara testimonianza della particolare capacità di sintesi che caratterizza fortemente il lavoro di Irving Penn: nella sua visione, la modernità non si oppone necessariamente al passato, e il controllo assoluto di ogni fase della fotografia, dallo studio alla stampa (alla quale dedica una importanza e un’attenzione senza pari) permette di andare molto vicino alla verità delle cose e degli esseri viventi, in un continuo interrogarsi sul significato del tempo e su quello della vita e della sua fragilità.

Irving Penn, ResonanceIrving Penn, ResonanceIrving Penn, Resonance

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