#101 - 25 agosto 2014
AAAAA ATTENZIONE - Amici lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 3 aprile, quando lascerà il posto al numero 260. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all’infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perché" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perché i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Musica

La Balalaika

di Giada Gentili

La Balalaika

La Balalaika, o balalaica, è uno strumento musicale tipico della Russia di tipo cordofono. Esso appartiene alla famiglia dei liuti: si tratta di quelli strumenti a corde composti da un manico e da una cassa armonica, come ad esempio la chitarra. Le corde sono pizzicate tramite un plettro o direttamente con le dita e sono soltanto tre.
Questo strumento deriva da uno molto simile, la domra, che aveva inizialmente solo due corde e che pare fosse stato introdotto dai Mongoli in Russia nel XIII secolo. Il suo nome deriva dalla radice del verbo 'balovat' che significa divertire, scherzare; appare per la prima volta all'inizio del Settecento in alcuni documenti in lingua Ucraina e successivamente il termine si è diffuso in tutta la Russia.

La Balalaika

Interessante, vero? Tuttavia...tuttavia non si può non ricordare il libro e il film "Il dottor Zivago" (Pasternak-Lean) e l'eterna melodia che ci accompagna ancora, scritta dal grande compositore Maurice Jarre, musicista di fiducia di David Lean con cui vinse altri Oscar, oltre a "Zivago": "per il "Lawrance d'Arabia" e per "Passaggio in India". Qui lo strumento appare come una sorta di fil-rouge, un feticcio, una sorta di misterioso e ineluttabile oggetto che attraversa decenni di storia russa, con cui il film inizia e termina e di cui molti si sono rammaricati per aver fumettizzato il grande romanzo e averlo ridotto ad una storia d'amore, tormentando lo spettatore con la musica della balalaika. Pasternak ha reso omaggio al "destino" nella sua forma più clamorosa (vedi gli inesorabili incontri tra Jurij e Lara fino a Juriatyn nella biblioteca) mentre David Lean e il suo sceneggiatore Robert Bolt hanno scientificamente puntato sui due protagonisti travolti dalla storia, sempre vista sullo sfondo.
Ma tant'è: a tutt'oggi il romanzo è un classico del novecento e il film, rivisitato in tivvù, continua ad essere visto e rivisto. C'è qualcuno che suona la balalaika in Italia?

La BalalaikaLa Balalaika

AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero è stato il mezzo più sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ciò che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille può inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo è cominciato senza l'uomo, e finirà senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico è, per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare)