#176 - 10 dicembre 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero rester in rete fino alla mezzanotte di venerdi 10 luglio, quando lascer il posto al numero 267. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po di SATIRA: Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (M. Twain) - Quando le cose non funzionano in camera da letto, non funzionano neanche in soggiorno (W.H. Masters) - L'intelligente parla poco, l'ignorante parla a vanvera, il fesso parla sempre (A: De Curtis) - Il sesso senza amore un'esperienza vuota, ma tra le esperienze vuote la migliore (W. Allen) - Per alcune cose ci vuole tanta pazienza, per tutte le altre c' la gastrite (L. Limbus) - Non avere un pensiero e saperlo esprimere: questo che fa di un uomo, un giornalista (K. Kraus) - Le banche ti prestano denaro, se puoi dimostrare di non averne bisogno (B. Hope) -
Fumetto

I fumetti di Massimo Zanardi

di Giada Gentili

Massimo Zanardi fa la sua apparizione nel 1981 su Frigidaire, rivista che ha segnato un epoca grazie alla capacità di sperimentare ed osare di tanti grandi fumettisti (oltre ad Andrea Pazienza: Liberatore, Tamburini, Mattioli, Scozzari e molti altri).

I fumetti di Massimo ZanardiI fumetti di Massimo Zanardi

C'era altra violenza nei fumetti, specialmente sulle riviste underground dove Andrea Pazienza era solito pubblicare le sue storie, specialmente sulle pagine della rivista-culto Frigidaire, scardinatrice di costumi e scorretta all'inverosimile (finita più volte di fronte al tribunale per denunce di vario genere); c'era ad esempio la violenza inusitata e gratuita presente nel fumetto Ranxerox dove il protagonista uccide e deturpa fantasiosamente e senza alcuno scrupolo chiunque gli sbarri la strada che lo separa dalla piccola Lubna, ma si trattava pur sempre di un robot, un androide e comunque di un fumetto di fantascienza, un futuro magari prossimo, sicuramente degradato e violento ma era qualcosa di non immediato, filtrato dal tempo e dallo spazio, non presente da subito, nella vita di tutti i giorni, nella persona che ti passa accanto.

I fumetti di Massimo ZanardiI fumetti di Massimo Zanardi

Quella di Zanardi è violenza e malvagità pura, gratuita e insensata ma dello spaccato quotidiano, del compagno di banco o del vicino di tenda in campeggio, tanto più feroce quanto plausibile, possibile e perfino reale. La violenza di ogni giorno moltiplicata all'infinito e vissuta continuamente e freneticamente ma soprattutto apaticamente, nel fluire lento delle ore di ogni giorno.

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Quanti terribili profeti in questa rubrica dei Fumetti! Terribile Zanardi, un nichilista puro che mi ha ricordato (fatti i dovuti paragoni) i terribili "Demoni" di Dostoievskij. Lì era San Pietroburgo alla fine dell'ottocento, qui, siamo a casa nostra. Case divelte, violentate, tassate, umiliate da un Potere che una volta era occulto (ma conosciuto, comunque). Oggi non si preoccupa neppure di nascondersi. Ma talvolta accade il piccolo miracolo. Senza voler scivolare nella politica, domenica il referendum ha sancito una sorta di ribellione democratica dove soprattutto gli "ultimi" e i "giovani" di cui faccio parte anch'io, hanno detto NO a questo Potere.

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AFORISMI - L'uomo che non ha sogni, non ha le ali per volare (C. Clay) - Da sempre in politica patrocinare la causa del povero stato il mezzo pi sicuro per arricchirsi (N. G. Davila) - Ci che non giova all'alveare non giova neanche all'ape (Marco Aurelio) - Molti dei nostri uomini politici sono degli incapaci. I restanti sono capaci di tutto (B. Makeresko) - Qualunque imbecille pu inventare e imporre tasse. ( M. Pantaleoni) - Il saggio, sdegna non di ridere, ma di deridere (A. Graf) - Il mondo cominciato senza l'uomo, e finir senza di lui (C. Levi Strauss) - L'impoverimento linguistico , per un popolo, sintomo di decadenza (F. Collettini) - La natura non fa nulla di inutile (Aristotele) - L'oppresso che accetta l'oppressione, finisce per farsene complice (V. Hugo) - Serve un nuovo modo di pensare per superare i problemi creati da vecchi modi di pensare (E. Einstain) - Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi (W. Shakespeare) -