#145 - 18 gennaio 2016
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte di venerdi 17 aprile, quando lascerà il posto al numero 261. BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità e stupidità è che la genialità ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fumetto

Un eroe della risata

L'Omino Bufo

Nato per errore

di Giada Gentili

L'Omino BufoL'Omino Bufo

L'Omino Bufo

Quaranta anni fa circa, nasceva un fumetto che era uno scherzo della natura (posto che nei fumetti, per ‘natura’ s’intende il disegno).
D’altro canto, come è noto, prese vita per errore. Presso la redazione del Corriere dei Ragazzi, nel 1972, accadde che un redattore si accorse di un grave problema nell’impaginato, poco prima di andare in stampa: il logo della pagina dedicata alle vignette umoristiche era scomparso. Il giovane redattore si chiamava Alfredo Castelli, e la soluzione che trovò per rimediare all’errore si chiamò Omino Bufo: una striscia umoristica inventata lì per lì, con protagonista un improbabile – e appena abbozzato – omino dai tratti un po’ scomposti e confusi.

L'Omino Bufo

Le brevi gag dell’Omino Bufo, in realtà, furono un piccolo successo sin da quella prima, inaspettata apparizione “tappabuchi”. E da allora, per decenni, hanno riempito le pagine di tante testate, facendone una serie comica delle più strambe nella storia del fumetto italiano. Una strip fondata su battute nonsense, semplici e efficaci quanto i calembour (o le spiritosaggini gratuite, o i “fumetti-nel-fumetto”) amati dal suo autore, divenuto nel frattempo – grazie a Martin Mystère – uno dei più influenti e rispettati sceneggiatori del fumetto italiano.
Le strisce de L’Omino Buf presentano una inconfondibile struttura ricorrente: un gioco di parole iniziale, un suo sviluppo (più o meno breve, a seconda del formato), e il ribaltamento finale, in cui viene svelata la – sciocca, divertente, talvolta geniale – trovata linguistica (e grafica) iniziale. Il tutto chiuso dall’inconfondibile tormentone del protagonista: “che bufo! che bufo!”.

L'Omino Bufo

L'Omino BufoL'Omino Bufo

Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria ( Nicolò Tommaseo) - Noi abbiamo una sola vita: se anche avessi fortuna, se anche raggiungessi la gloria, di certo sentirei di aver perduto la mia, se per un solo giorno smettessi di contemplare l'universo ( Marguerite Yourcenar) - Nel teatro la parola è doppiament glorificata: è scritta, come nelle pagine di Omero, ma è anche pronunciata, come avviene fra due persone al lavoro: non c'è niente di più bello (Pier Paolo Pasolini) - Con la costanza e con la perseveranza si arriva tutti ai grandi risultati attesi, che corrispondono non tanto alle vittorie in sé, quanto piuttosto alla progressiva scoperta dei nostri limiti (Gabriella Dorio) - La libertà dell'uomo è definitiva ed immediata, se così egli vuole: essa non dipende da vittorie esterne, ma interne (Paramhansa Yogananda).