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racconto

Questa settimana l’autore ci offre il suo racconto in forma di poesia

Canto di una nuvola
per Gilgamesh

di Ruggero Scarponi

Una volta giunta ai pozzi
La bianca nuvola
Dai boccoli candidi
Come di neve i fiocchi
Si innalzò fino a raggiungere
Fin sopra i picchi dei monti
Le alte dimore celesti
Di lì scrutava serena
La dolce terra
Ricca di messi
Nei prati ridenti
Gli armenti
E nell’aria del cielo
i falchi
Le rondini
E ogn’altra creatura
E i Figli e le Figlie d’Uruk
La nuvola dai bianchi seni
Si mostrava orgogliosa agli dei
Prospera era di latte
E in grembo
Perle di rugiada recava
Ma dall’alto del cielo essa vide
L’eroe d’Uruk Gilgamesh
L’eroe costruttore di mura
Con forti e ben cotti mattoni
Colui che eresse in Uruk
Il sacro Eanna d’Istar
Come una stella del cielo egli era
Della stessa sostanza di Anu
Di lui si prese d’amore
E scese a lambire le fonti
Volò alla foresta dei cedri
Oltre la porta dei picchi gemelli
La nuvola dai candidi boccoli
Volle seguire il suo eroe
La nuvola presa d’amore
Sentì il suo cuore cantare
O Gilgamesh l’ invitto!
Figlio di Ninsun la saggia
O Gilgamesh l’ invitto!
Dal largo e possente torace
O Gilgamesh l’ invitto!
Forte come toro selvaggio
O Gilgamesh l’ invitto!
Dai lunghi capelli di donna
O Gilgamesh l’eroe!
Signore e pastore d’Uruk.


Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi. Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di donare, di correre il rischio di amare (Pam Brown) - L’uomo rimane importante non pertchè lascia qualcosa di sé, ma perché agisce e gode, e induce gli altri ad agire e godere (Goethe) - Non saltando, ma a lenti passi si superano le montagne (San Gregorio Magno) - L’aquila vola sola, i corvi a schiera; lo sciocco ha bisogno di compagnia, il saggio di solitudine (Johann Ruckert) - non c’è gioia nel possesso di un bene se non viene condiviso (Seneca)