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Parchi e oasi dello spirito

Abbazia di Fossanova

di Dante Fasciolo

L’abbazia di Fossanova è sita in un avvallamento ai piedi dei monti Lepini, tra Priverno e Sonnino. Al visitatore che, diretto a Napoli vi Formia sosta alla stazione di Priverno a c.25 km da Latina, essa appare in lontananza col suo tiburio a lanterna, il quale, svettando tra i secolari eucaliptus che ne difendono e custodiscono la pace, sembra quasi un richiamo ed un invito alla visita.

   

Poiché giace in un terreno depresso, adorno di alberi che ne nascondono quasi la vista, il visitatore dovrà percorrere ancora qualche chilometro da quello scalo per trovarsela innanzi in tutta la sua mole; e ciò dopo aver imboccato, per una breve deviazione dalla Marittima che conduce a Priverno, un arco il cui stemma in alto ricorda i passati signori, i Borghese, che se ne impadronirono e vi dimorarono dopo che i monaci Certosini, succedutisi ai Cistercensi, ne erano stati allontanati nel 1873 con l'avvento dell'unità d'Italia. Nella sua maestosa eleganza e nella solida struttura, l’abbazia rappresenta un vero gioiello di architettura cistercense, prototipo di un gusto nuovo, trapiantato dalla Borgogna nell’Italia centro – meridionale, manifesto di una spiritualità nuova.

La prima chiesa di Fossanova venne costruita dai monaci cistercensi nel VI secolo. Successivamente la struttura venne ingrandita quando, nel XII secolo, fu costruito il grande complesso conventuale. L'Abbazia costituisce uno degli esempi più importanti di architettura cistercense, sobria ed essenziale. In facciata sono presenti un mosaico sull'architrave del portale e un rosone imponente. Essa presenta una pianta a tre navate coperte da volte a crociera e un transetto. Fanno parte del complesso anche il chiostro, in cui lo stile romanico si mescola a quello gotico, l'infermeria, la foresteria, dove morì San Tommaso, il vasto refettorio e la Sala Capitolare, posta sotto il Chiostro e coperta da una doppia volta a crociera.

Quattro passi fuori porta da Roma, ed eccoci arrivati... vale proprio la visita.

   


Ti auguro la felicità di fare quello che fai nel migliore dei modi. Di correre il rischio di tentare, di correre il rischio di donare, di correre il rischio di amare (Pam Brown) - L’uomo rimane importante non pertchè lascia qualcosa di sé, ma perché agisce e gode, e induce gli altri ad agire e godere (Goethe) - Non saltando, ma a lenti passi si superano le montagne (San Gregorio Magno) - L’aquila vola sola, i corvi a schiera; lo sciocco ha bisogno di compagnia, il saggio di solitudine (Johann Ruckert) - non c’è gioia nel possesso di un bene se non viene condiviso (Seneca)