Decisi di venire al mondo nel mese di aprile del 1954. Solo più tardi, negli anni, ebbi ragione di sospettare che la mia volontà in quell’occasione era stata, come dire, marginale.
Ero ancora fanciullo, avevo sedici anni, quando iniziai la mia prima esperienza lavorativa. Entrai in un’Azienda tipografica, così, tanto per fare un lavoretto durante l’estate. Ci sono rimasto quarant’anni. Cose che capitano a chi si distrae, come me. Nel frattempo mi sono sposato e ho avuto un figlio. Da tempo coltivo l’hobby della scrittura di brevi racconti con i quali partecipo a vari premi letterari. Nel 2010 ho vinto il concorso “Narrare il Lazioâ€. Oggi, grazie alla gentile ospitalità di questo giornale online ho l’occasione di pubblicare le mie piccole invenzioni. Buona lettura.

Piano, piano, raggiunse il centro di un prato, tirò su la testa, annusò l’aria e si mise immobile. Vista così con il collo tutto rugoso sembrava un tronco d’albero.

Franco si girò su un fianco poi sull’altro e finalmente si mise supino. Aprì gli occhi, se li stropicciò un poco e istintivamente guardò verso le tapparelle che lasciavano filtrare la luce arancione dei lampioni, sulla strada davanti casa. È ancora notte, pensò e subito andò con lo sguardo a cercare la sveglia con le cifre luminose che teneva sul comodino. Le 3.52 lesse. Restò sveglio ad occhi aperti a guardare il soffitto

Fu allora che i Civitesi cominciarono a guardare Adelina con altri occhi. Qualcuno, prendendo a pretesto di fare una passeggiata, trovava il modo di fermarsi da lei per fare un poco di conversazione, con scarsi o nulli risultati, per la verità . In fondo tutti speravano che la ragazza ripetesse il miracolo, cosa che non avvenne.

...Ma il gatto? Dov’è finito il nostro amico? Non lo vedo qui tra noi...

Il mercante bandito Tratush regnava già da molti anni sul favoloso regno di Kor, nello sterminato deserto tra i due mari. Un giorno, quand’egli era ancor giovane s’imbatté in un anziano beduino che percorreva le antiche piste per commerciare con gli abitanti della costa, l’ambra e l’avorio.

Salì sul primo vagone e si sistemò in uno scompartimento di prima classe, come gli spettava, secondo il regolamento delle ferrovie. Subito il treno si mosse. Era l’ultimo treno del mondo e non giunse mai a destinazione. S’inabissò da qualche parte, tra le sabbie del deserto.