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c’è quello di aiutare le persone poco informate ed esposte alle fake
Polli e uova fai da te
Nutriamoci di buonsenso - terza e ultima parte
di Greppi Pietro

Ciò che serve per condurre un personale allevamento che possa garantire uova e carne ad una famiglia con la stessa sicurezza e tranquillità di quanto assicura un allevamento protetto, risulta evidente che sembra facile, ma in realtà è oggettivamente molto impegnativo e caratterizzato da costi diretti e indiretti che, quando non si è del mestiere, non si possono neppure immaginare.

Le quantità degli animali allevati dal settore avicolo sono oggettivamente elevate, e chi ne critica le dimensioni ignora probabilmente il fatto che il loro scopo è quello di fornire, a livello mondiale, cibo sano, nutriente, economico … e che l’unico modo per farlo è rispettare il benessere degli animali anche se le associazioni anti/allevamenti accusano gli allevatori di non farlo.

Facciamo spesso notare che il benessere animale è necessario assicurarlo se si intende fare l’allevatore professionale. Senza benessere animale non si può parlare neppure di allevamento intensivo/protetto. Se manca il benessere animale siamo in presenza di allevamenti clandestini o irregolari o improvvisati.
C’è anche chi segue percorsi alternativi e solo apparentemente virtuosi, impegnandosi in forme di allevamento alternative di galline ovaiole usando ciò che ha a disposizione: boschi e campi.

Si arriva a parlare di allevamenti “di selva”. Galline ovaiole che vivono nei boschi. Questo tipo di allevamento è un esempio reale di soluzioni “artigianali” per la produzione delle uova: gestioni possibili seppure cariche di rischi e capaci di funzionare entro certi limiti: 2.000 capi in circa 20.000 mq. di bosco con 4 persone a presidiare l’allevamento. Rischi sanitari a parte i costi di queste uova sono di almeno 70 centesimi cad. cui vanno aggiunti i costi di spedizione/consegna.

Si tratta di esempi, anche numerosi, con il forte limite di essere poco più che conduzioni familiari che non saranno mai in grado di soddisfare il fabbisogno di uova del mercato costituito dalle industrie alimentari e per il consumo umano, …questo anche solo considerando l’aspetto del prezzo improponibile per chi l’uovo lo usa per produzioni in larga scala e comunque con numeri che non potrebbero mai riuscire a soddisfare le dinamiche di domanda/offerta, talmente ampie e tradizionali che si fatica ad averne una piena consapevolezza.

Oltre a queste considerazioni va detto chiaramente che non basterebbero i boschi ed i terreni disponibili sulla Terra per coprire la richiesta del mercato.
È anche importante ripetere che una delle funzioni degli allevamenti intensivi/protetti è di sopperire alla richiesta di intere nazioni, rendendo ognuna potenzialmente autonoma e indipendente dalle importazioni.
Il settore avicolo, solo per le uova, movimenta milioni di euro all’anno di materie prime per mangimi, centinaia di migliaia di operatori del settore con personale dedicato a garantire la continuità necessaria a svolgere il complicato compito di assicurare la “sicurezza alimentare”, intesa come sicurezza di un rifornimento alimentare sufficiente, costante, economico, nutriente.
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