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c’è quello di aiutare le persone poco informate ed esposte alle fake
polli e uova fai da te
nutriamoci di buonsenso - prima parte
Di Pietro Greppi
di Greppi Pietro

E se ognuno volesse allevare da sé polli e galline?
Teniamo presente che siamo 8 miliardi!
Tuttavia vediamo cosa significherebbe e cosa servirebbe fare.
Il tema richiede spazio e questo articolo sarà quindi diviso in tre numeri del giornale. Ma sarà istruttivo.
L’esigenza mondiale di avere accesso al cibo in modo sano, sicuro, economico e nutriente impone un approccio scientifico, responsabile e professionale e va ricordato che il settore avicolo applica questo approccio da oltre 70 anni.
Di seguito, per affrontare il tema del “fai da te”, proviamo anche ad assecondare l’idea delle associazioni che criticano gli allevamenti intensivi e suggeriscono di adottare allevamenti piccoli, quasi a livello di famiglia o di “gruppo”.

Precisiamo che quanto segue è un “esercizio teorico/pratico” che tiene conto sia delle obiezioni al sistema avicolo delle associazioni animaliste, sia della diffusa tentazione, di singole famiglie, di provare a procurarsi uova e carne “fai da te” appunto.
Per questo esercizio è stato necessario integrare il metodo suggerito con le conoscenze che derivano dal mondo scientifico, senza le quali le teorie animaliste (che non trasmettono suggerimenti di metodo corroborati né da esperienze applicabili a livello mondiale, né supportate da dati scientifici) non potrebbero comunque reggersi.
Quindi … vogliamo disporre di uova e di carne di pollo senza ricorrere agli allevamenti protetti/intensivi?
Facciamolo. Cosa ci vuole!? Basta forse seguire le indicazioni delle associazioni? Vediamo.
Per cominciare questo esperimento teorico va considerato che è “sufficiente” che ogni famiglia possa disporre di uno spazio adatto e adeguato per tenere alcuni polli e galline.
Ma gli animali dobbiamo andarli a prendere da qualche parte. O no?
Se non ci fossero gli allevamenti intensivi e tutta la filiera che ne consente l’esistenza e la continuità, dove e da chi potremmo rifornirci?
Immaginiamo tuttavia di conoscere un appassionato, che possiede già galli e galline, che forse potrebbe aiutarci.

Se fossero in molti ad avere avuto la stessa idea, sicuramente il nostro nuovo “fornitore” potrebbe non averne abbastanza per noi.
Per questo esercizio facciamo però finta di essere i primi a farlo e disinteressiamoci (per ora) delle esigenze degli altri. Quante galline e quanti polli ci serviranno?
Un esperto ci ha informati: il consumo medio annuo, europeo, di uova è di circa 250 a testa (di cui 100 come consumo indiretto nei dolci, nella pasta, …) mentre per il pollo il consumo medio annuo è di circa 20kg a testa.
Per soddisfare le esigenze di una famiglia di 4 persone serviranno quindi 3 galline ovaiole e 50 polli.
Le tre galline produrranno 10-15 uova alla settimana.
I 50 polli (una volta cresciuti, macellati e congelati) permetteranno di mangiare carne una volta alla settimana (considerando un pollo alla settimana per famiglia)
Definita l’esigenza, ora dobbiamo comprarli e portarli “a casa”: per 3 pulcini di ovaiole e 50 pulcini di polli da carne ce la caveremo con 50 euro.
Vogliamo portarli a casa? Se viviamo in città, non possiamo tenerli in appartamento! (questa condizione riguarda il 70% degli europei ed il 55% degli abitanti del mondo)
Polli e galline “producono escrementi” lasciandoli dove capita! La palazzina dove abitiamo ha però un bel giardino condominiale. Potremmo tenere lì i nostri pulcini? Dovremmo ottenere il permesso dagli altri condòmini?
E se tutti gli altri volessero poter fare altrettanto?

Facciamo due conti:
nella palazzina vivono 40 persone, pertanto le galline necessarie a soddisfare le esigenze di tutti diventano 30 e i polli 500. Serviranno quindi:
2.000 metri quadri solo per i polli perché ognuno di loro necessita di almeno 4 mq, come prevede la legge per gli allevamenti bio, altrimenti tanto vale lasciarli in un allevamento convenzionale; un recinto a parte di 120 mq per le ovaiole.
Ma scopriamo che il giardino condominiale è di soli 1.000 mq: dovremo allora fare due “cicli” di polli da 250 capi ciascuno.
Cominciamo però a pensare: come farà ciascuno a riconoscere i propri animali?
Anche se decideremo di soprassedere su questo punto, considerando l’insieme come un allevamento di condominio, restano da decidere almeno altre tre cose:
Chi e quanti dei condòmini se ne occuperanno mattina e sera, tutti i giorni dell’anno, incluso Natale, Pasqua e Capodanno? Con che competenze?
Per i permessi dell’ASL come facciamo? Cosa ci chiederanno di fare? Quanto costerà mettersi in regola?
Come reagiranno i vicini? Si lamenteranno?
Abbiamo deciso quindi di abbandonare l’appartamento per trasferirci in campagna e questa storia di allevare i nostri polli è la spinta finale per convincerci che è arrivato il momento di cambiare vita!
(fine prima parte - continua - seconda parte in rete il 15 marzo)