Tra disagio giovanile ed educazione ai valori
Prevenzione sociale
di Amanzio Possenti

Gli episodi di microdelinquenza giovanile, moltiplicandosi in tutto il territorio nazionale, turbano molto e sconcertano l’opinione pubblica, annichilita di fronte ad aggressioni e violenze gravi ed inaccettabili.
Mentre le statistiche svelano aumenti percentuali di simili fatti rispetto al 2025, si assiste sgomenti al loro ripetersi in situazioni e circostanze diverse – dalle minigang ad azioni di violenza di gruppo - e si continua a chiedersi perché accadano, quali ne siano le motivazioni, se le responsabilità siano soltanto dei ragazzi o anche di altri e che cosa scatti nelle loro menti quando si rendono autori di misfatti considerati spesso (ed erroneamente ) come delle bravate.
Domande che vedono impegnati nelle risposte educatori, insegnanti, sacerdoti, psicologi, psichiatri, genitori.

Proprio a questi ultimi spesso ci si riferisce a livello di corresponsabilità morale ed esistenziale, scoprendo in taluni casi forme di lassismo rischiose a fronte della necessità di una attenzione genitoriale continua, amorevole, determinante soprattutto di fronte a figli tra i 13 e i 16 anni che rivelano propensioni al non rispetto del proprio simile e delle leggi o sostanziale e disinvolta assenza di valori educativi fondamentali.

Leggere nelle cronache giornalistiche l’origine di certe azioni quali frutto di ’noia’ o di ’divertimento’, gesti assolutamente riprovevoli, manifesta, oltre all’evidente evidente disagio morale e sociale, mancanza di educazione alla vita e difficoltà ad agire in termini corretti e sani.
E qui la società ha il dovere di non ’lasciar correre’ essendo il lassismo una scelta negativa: ai Valori non si deve né si può mai rinunciare se si vuole ‘costruire’.
Ecco il bisogno di prevenzione familiare e sociale, atta a lavorare, su quei ragazzi, in modo educativo sistematico, affinchè ritrovino la giusta via da percorrere: per il bene loro e della società. Ricordando quel che ne ha detto Leone XIV: ’I giovani nascondono il desiderio di essere amati’, dunque anche il bisogno di trovare nuove strade, di bene, per diventare protagonisti in positivo in contrasto con assurde negatività che disorientano e spezzano l’equilibrio delle giovani menti.
