Noi umani sappiamo convivere nella nostra quotidianità?
Imparare a volersi bene.
Le tortorelle
di Amanzio Possenti
Osservo frequentemente dalle finestre di casa coppie di tortore che convivono una accanto all’altra mantenendo la naturale vivibilità di coppia, la qualcosa mi appassiona e mi interpella suscitando pensieri e allargando l’interesse al di là dei comportamenti dettati dalla natura.

Mi chiedo: noi umani sappiamo convivere tanto esemplarmente nella nostra quotidianità? Purtroppo se ci guardiamo attorno la risposta è sostanzialmente negativa, dalle guerre a livelli di Stati alle cronache quotidiane che narrano violenze e sottolineano distanze abissali in luogo di vicinanze permanenti. Il mondo degli uomini e delle donne mentre brilla per tanti e importanti gesti che ci parlano di amore, di gioie reciproche, di bellezza e di fedeltà di rapporti – e questa positività va elogiata - tuttavia spesso ci disincanta attraverso manifestazioni di inciviltà e di relazioni segnate da cattiveria e da senso di predominanza o prepotenza al di fuori di visibili valori di incontro sereno e rispettoso quando non addirittura di messa in ridicolo di esperienze di bene.

Quanto grande è il desiderio di vivere umilmente in pace e in armonia, tanto diffuso è il tarlo della conflittualità permanente che stronca la qualità della convivenza rasserenante e induce a guasti umani difficilmente riparabili o tali da lasciare tracce di discordia. La volontà di potenza cancella la bellezza della concordia e determina crisi in ambiti ampi e negli spazi familiari, portando aria pesante e greve, suscitatrice di rinnovate tensioni negative.

L’esempio delle tortorelle vicine ed ‘innamorate’ è un evidente pretesto narrativo e sollecita tuttavia a guadare con sensibilità a gesti naturali che possono coinvolgerci. E che, se osservati con spirito libero e desiderio accogliente di armonia, ci ‘ammaestrano’ su tante nostre incapacità di volerci bene da fratelli (non sempre meritevoli di questa qualifica umana e cristiana).