#385 - 15 ottobre 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte del 31 ottobre quando lascerà il posto al n° 386 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sa ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Racconto

Mestieri scomparsi

Balia Lavandaia Lustrascarpe...

di Nicola Bruni

Mestieri scomparsi

C’erano una volta i “figli della balia”. Erano chiamati così, fino alla metà del secolo scorso, i bambini allattati in tenera età da una donna diversa dalla propria mamma.
Il “baliatico” è uno dei mestieri estinti negli ultimi decenni, che veniva esercitato da puerpere povere ma ben fornite di latte.
Le balie provvedevano a nutrire, oltre al proprio bambino, anche un figlio di “signori”.
L'esercizio della professione era regolamentato da una legge che prevedeva il rilascio di un’autorizzazione da parte del Comune, previo un controllo sanitario.
Con la scomparsa dei “figli delle balie” sono venuti meno anche la figura e il legame affettivo dei “fratelli di latte”, figli di mamme diverse ma che avevano ciucciato nei primi mesi dallo stesso seno.

Mestieri scomparsi

Chi come me ha “una certa” (età), ricorda anche altri mestieri scomparsi: la levatrice (ostetrica) a domicilio, la lavandaia, il carrettiere, il mondezzaro, lo spazzacamino, il lustrascarpe, lo stracciarolo, lo strillone di giornali, lo scaricatore di lastre di ghiaccio (per le ghiacciaie che anticipavano i frigoriferi), il fusaiaro (venditore di lupini), il venditore di bruscolini, il caramellaro ambulante.

Mestieri scomparsi

Altri mestieri hanno cambiato nome e modalità di esercizio: per esempio, quello della tata o bambinaia, diventata baby-sitter; quelli del droghiere, del lattaio, del vinaio. Altri sono in via di estinzione, come l’arrotino, l’ombrellaio riparatore di ombrelli, il calzolaio riparatore di scarpe.

Mestieri scomparsi

Alcune di queste attività lavorative mi richiamano alla mente lontani eventi della mia vita: quello della levatrice, che il 26 ottobre del 1941 mi tirò fuori dalla pancia della mamma, in casa a Roma; quello della lavandaia, una donna obesa di nome Fortunata che veniva a lavare i panni della nostra famiglia e i miei pannolini di stoffa, nel lavatoio della terrazza all'undicesimo piano; quello del riparatore di ombrelli, che era diventato il mio spauracchio poiché il suo grido “ombrellaio”, mal percepito in casa, mi veniva riferito dalla mamma come “bambinaio”, nel senso di rapitore di bambini capricciosi; il caramellaro, mestiere che una notte il mio papà si sognò di esercitare gridando “Caramelle di menta!”, e per questo fu canzonato in famiglia.

Mestieri scomparsi

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