AI e la fotografia
Di Santi Visalli
Durante la mia carriera di fotogiornalista ho cercato quasi sempre di non usare filtri ed altre maniere di manipolazione delle mie foto, dico QUASI, perché anch’io qualche volta ho peccato di manipolazione.

Come, ad esempio, quando nel 1979 ho fotografato la Borsa di New York per il mio nuovo libro. Come si vede dalle foto la prima aveva un terribile colore blu a causa del differente tipo di luce che la illuminava. Qui sono stato costretto ad usare un filtro di colore ambra per dare alla foto un colore più caldo, e di conseguenza più accettabile.

Nel 1984 facevo un servizio sul Columbus Day, dove era presente il Presidente americano George W. Bush Sr. con la Moglie Barbara. Nel momento mentre scattai la foto qualcuno coprì parte del mio obiettivo coprendo la moglie del presidente.

La foto del presidente sorridente mi piacque tanto che non ho
avuto il coraggio di buttarla via, e che ho trattenuto per tutti
questi anni.
Qualche tempo fa la passai a IA chiedendo se fosse possibile
risuscitare la signora Bush. Ed ecco il risultato.

Nel 1976 una rivista tedesca mi assunse per fare un servizio
fotografico sul Re di Svezia Carl XVI Gustaf, il quale fece un
giro di un mese per visitare tutte le comunità scandinave in
America. Questo avvenne poco prima di sposarsi con una
giovane tedesca.
Io con altri membri della stampa viaggiavamo dentro lo stesso
aereo. Era il 30 di aprile e stavamo volando sopra lo stato del
Kansas. Ad un certo punto l’addetto stampa del Re mi chiama,
perché io facevo parte del pool, e mi dice c’è una sorpresa il Re
compie oggi 30 anni e vuole festeggiare con voi il suo
compleanno. Noi gli abbiamo preparato una grossa torta che lui
taglierà di fronte a voi mentre lo fotografate, per favore niente
flash.

Il Re era seduto accanto al finestrino dell’aereo con una
enorme torta rettangolare sulle gambe. Dovevo prendere una
immediata decisione esporre per la luce in faccia al Re o per la
torta. Optai per la torta perché il Re lo conoscono tutti ma la
torta era veramente speciale con la scritta di buon trentesimo
compleanno.
In retrospettiva ho sempre pensato che non fosse una buona
foto. Passabile ma non del mio standard. Poi è arrivata
l’Intelligenza Artificiale ed eccone il risultato.

Il 3 di marzo del 1967, uscendo di casa in Minetta Lane giro sulla sinistra ed imbocco MacDougall Street nel quartiere del Greenwich Village incontro questa scena.

Due coppie, davanti un negozio che guardano la vetrina, vestiti
esattamente alla stessa maniera. Da sinistra impermeabile
beige, impermeabile nero. A destra l’altra coppia impermeabile
nero impermeabile beige.
Preso dal panico di non voler perdere quella rarissima scena,
tiro fuori la mia Leica metto a fuoco ma non riesco ad
inquadrare bene, c’era bisogno di un grande angolare. Infatti,
quella scena scompare immediatamente.
Guardando poi le foto vedo che avevo tagliato a metà l’uomo a
destra. Grande rammarico, poi è arrivata l’Intelligenza Artificiale
e ho chiesto di ricostruire quella parte mancante dell’uomo di
destra, ed ecco il risultato.

Il 24 gennaio del 1971 ero davanti a un negozio della Madison Avenue. Davanti a me si ferma una limousine. Guardo ed attraverso i vetri oscuri accanto all’autista, con guanti marroni, vedo Jackie Kennedy Onassis.

Faccio cenno di abbassare il finestrino, ma lei non risponde.
Tiro fuori il flash e compongo in fretta una foto, pur sapendo di
creare un riflesso sul vetro. Ma non ha importanza, a quei
tempi, anche se fotografavi un solo dito di Jackie portava
migliaia di dollari.
Dopo 55 anni, arriva l’Intelligenza Artificiale, ed io chiedo di
togliere il riflesso del flash sul vetro. Ed ecco il risultato.

Giovani fotografi, usate l’IA ma solo quando è necessario, e non solo per il piacere di manipolare le foto.
