#385 - 15 ottobre 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte del 31 ottobre quando lascerà il posto al n° 386 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sa ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Fotografia

AI e la fotografia

Di Santi Visalli

Durante la mia carriera di fotogiornalista ho cercato quasi sempre di non usare filtri ed altre maniere di manipolazione delle mie foto, dico QUASI, perché anch’io qualche volta ho peccato di manipolazione.

AI e la fotografia

Come, ad esempio, quando nel 1979 ho fotografato la Borsa di New York per il mio nuovo libro. Come si vede dalle foto la prima aveva un terribile colore blu a causa del differente tipo di luce che la illuminava. Qui sono stato costretto ad usare un filtro di colore ambra per dare alla foto un colore più caldo, e di conseguenza più accettabile.

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Nel 1984 facevo un servizio sul Columbus Day, dove era presente il Presidente americano George W. Bush Sr. con la Moglie Barbara. Nel momento mentre scattai la foto qualcuno coprì parte del mio obiettivo coprendo la moglie del presidente.

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La foto del presidente sorridente mi piacque tanto che non ho avuto il coraggio di buttarla via, e che ho trattenuto per tutti questi anni.
Qualche tempo fa la passai a IA chiedendo se fosse possibile risuscitare la signora Bush. Ed ecco il risultato.

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Nel 1976 una rivista tedesca mi assunse per fare un servizio fotografico sul Re di Svezia Carl XVI Gustaf, il quale fece un giro di un mese per visitare tutte le comunità scandinave in America. Questo avvenne poco prima di sposarsi con una giovane tedesca.
Io con altri membri della stampa viaggiavamo dentro lo stesso aereo. Era il 30 di aprile e stavamo volando sopra lo stato del Kansas. Ad un certo punto l’addetto stampa del Re mi chiama, perché io facevo parte del pool, e mi dice c’è una sorpresa il Re compie oggi 30 anni e vuole festeggiare con voi il suo compleanno. Noi gli abbiamo preparato una grossa torta che lui taglierà di fronte a voi mentre lo fotografate, per favore niente flash.

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Il Re era seduto accanto al finestrino dell’aereo con una enorme torta rettangolare sulle gambe. Dovevo prendere una immediata decisione esporre per la luce in faccia al Re o per la torta. Optai per la torta perché il Re lo conoscono tutti ma la torta era veramente speciale con la scritta di buon trentesimo compleanno.
In retrospettiva ho sempre pensato che non fosse una buona foto. Passabile ma non del mio standard. Poi è arrivata l’Intelligenza Artificiale ed eccone il risultato.

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Il 3 di marzo del 1967, uscendo di casa in Minetta Lane giro sulla sinistra ed imbocco MacDougall Street nel quartiere del Greenwich Village incontro questa scena.

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Due coppie, davanti un negozio che guardano la vetrina, vestiti esattamente alla stessa maniera. Da sinistra impermeabile beige, impermeabile nero. A destra l’altra coppia impermeabile nero impermeabile beige.
Preso dal panico di non voler perdere quella rarissima scena, tiro fuori la mia Leica metto a fuoco ma non riesco ad inquadrare bene, c’era bisogno di un grande angolare. Infatti, quella scena scompare immediatamente.
Guardando poi le foto vedo che avevo tagliato a metà l’uomo a destra. Grande rammarico, poi è arrivata l’Intelligenza Artificiale e ho chiesto di ricostruire quella parte mancante dell’uomo di destra, ed ecco il risultato.

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Il 24 gennaio del 1971 ero davanti a un negozio della Madison Avenue. Davanti a me si ferma una limousine. Guardo ed attraverso i vetri oscuri accanto all’autista, con guanti marroni, vedo Jackie Kennedy Onassis.

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Faccio cenno di abbassare il finestrino, ma lei non risponde.
Tiro fuori il flash e compongo in fretta una foto, pur sapendo di creare un riflesso sul vetro. Ma non ha importanza, a quei tempi, anche se fotografavi un solo dito di Jackie portava migliaia di dollari.
Dopo 55 anni, arriva l’Intelligenza Artificiale, ed io chiedo di togliere il riflesso del flash sul vetro. Ed ecco il risultato.

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Giovani fotografi, usate l’IA ma solo quando è necessario, e non solo per il piacere di manipolare le foto.

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