Lo scatto tra pazienza e fortuna
Pennuti fotogenici
di Guido Alberto Rossi
Sul nostro pianeta esistono e volano circa 11.250 specie di volatili. Sono di tutte le dimensioni, hanno tutti le penne e nascono tutti dalle uova.

Salvo che nelle pubblicazioni scientifiche o specifiche, che in genere sono illustrate da fotografi naturalisti specializzati e pazienti, capaci anche di passare intere giornate mimetizzati in un nascondiglio, magari patendo il caldo umido o un freddo becco, in attesa dello scatto perfetto.

Invece, per tutti i fotografi che campano di reportage e foto d’archivio, solo una decina di specie di pennuti interessa il grande pubblico e risulta quindi economicamente interessante fotografarli; inoltre, si tratta in genere di specie facili da scattare.

Fate un attimo mente locale: avete mai visto, in un reportage sul Kenya, una foto di un passero comune? Avrete invece senz’altro visto foto di fenicotteri, gru e avvoltoi. Questi volatili si possono fotografare a tutte le ore e, in genere, comodamente seduti in macchina.
Per un reportage sulle Alpi, invece, bisogna fotografare le aquile e non le cornacchie. Qui, ovviamente, è un po’ più complicato, perché le aquile in genere volano sopra i picchi e quindi bisogna salire fin dove le gambe reggono, portando comunque teleobiettivi pesanti e tutto il resto dell’attrezzatura in un pesante zaino.

Nella lista dei pennuti economicamente interessanti da fotografare troviamo i pappagalli di tutte le circa 400 specie esistenti: sono tutti molto colorati e abbastanza facili da ritrarre. In moltissimi casi li troviamo in parchi naturalistici e qui a fotografarli ci riesce anche a un bambino. In natura, invece, è un po’più complicato, anche perché vivono lontani da noi e non sempre sono facilmente avvicinabili.

I Colibrì sono facili da fotografare, in genere sono molto utilizzati per pubblicizzare prodotti che servono a dare leggerezza all’intestino, bisogna però andare nelle Americhe, meglio se in Costa Rica.
Gufi, civette e barbagianni sono ottimi protagonisti di foto pubblicitarie; ma siccome sono uccelli notturni, fotografarli è molto complicato e, in genere, molte delle foto che vedete, specialmente i primi piani dei loro occhi, sono scattate in cattività.

Gabbiani e altre specie di uccelli marini, invece, sono facilissimi da riprendere in natura. A Saint-Malo li troviamo in posa sulle mura del lungomare, come se l’ente del turismo li pagasse per stare lì e farsi avvicinare dai vari turisti che si fanno i selfie.

I pellicani li troviamo anche in molti porti, dove vivono di elemosine cibarie. Basta avere un po’ di pazienza e magari qualche gamberetto in tasca, e via a scattare immagini.

Le foto di pavoni si vendono solo se hanno la coda aperta e sono ripresi in ottima luce. Siccome in genere vivono in molti bei giardini famosi, non serve impegnarsi molto per fargli una bella foto. In India li troviamo anche in giro per le strade e sui tetti delle case. Siccome sono vanitosi, sembra che quando vedono una macchina fotografica, fanno scattare la coda a ventaglio.

Cicogne, gru ed aironi, pur essendo pennuti bellissimi, hanno poco mercato dal punto di vista foto-commerciale e quindi, in genere, si fotografano giusto se ti passano davanti.

Piccioni e colombe sono in genere i protagonisti delle piazze di quasi tutte le belle città del mondo e quindi vengono sempre fotografati nel loro ruolo di comparse fisse. Se poi sono appollaiati sulla testa di qualche statua, valgono sicuramente un paio di clic.

Non dimentichiamo il pollame. Queste specie vengono spesso fotografate e messe in bella posa per reclamizzare la bontà della carne tenera dei polli, mentre le foto di galline servono a promuovere le uova fresche. Le foto dei pulcini, invece, vengono utilizzate nel periodo di Pasqua per intenerire i compratori e favorire l’acquisto delle uova di cioccolato e dei vari dolci, che però non hanno nulla a che vedere con le loro carni e piume.

Pappagalli e gabbiani, invece, sono stati protagonisti di centinaia di spot e campagne pubblicitarie. Il Fernet Branca ha addirittura messo un’aquila in volo, ad ali spiegate, nel proprio marchio. Mentre l’unico passero famoso nella storia della pubblicità è quello degli spot che, insieme ad Alessandro Del Piero, pubblicizza un’acqua minerale.