#385 - 15 ottobre 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte del 31 ottobre quando lascerà il posto al n° 386 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non sa ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
Storia

MEMORIA DEI GIORNI

-Esce al cinema "Il grande dittatore" di Chaplin: «Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti.» È l'incipit del discorso all'umanità che chiude Il grande dittatore, sublime capolavoro firmato da Charlie Chaplin che debuttò nelle sale americane il 15 ottobre del 1940. La storia è quella di un barbiere ebreo che, dopo aver perso la memoria in un'azione eroica durante la Prima guerra mondiale, si ritrova catapultato in una nuova fase storica che vede gli ebrei perseguitati dal dittatore di Tomania, Adenoid Hynkel (anch'esso interpretato da Chaplin).
Impossibile non cogliere in quest'ultimo la caricatura di Hitler, così come nel suo fido alleato Bonito Napoloni, è facile individuare un riferimento a Mussolini. Ciò che emerge è la maniera poetica e intelligente con cui la pellicola riesce a rappresentare in forma satirica uno dei momenti più drammatici della storia.
Premiato da incassi record e con cinque nomination agli Oscar, con esso Chaplin smise per la prima volta i panni di Charlot, il buffo e maldestro vagabondo che in oltre cento cortometraggi consegnò un esempio universale ai comici di ogni epoca. Tra questi c'è Roberto Benigni che, in omaggio al grande attore inglese, riprese ne "La vita è bella" il numero della divisa indossato dal protagonista de "Il grande dittatore".

.Wojtyla è eletto Papa: «Anche non so se potrei bene spiegarmi nella vostra... la nostra lingua italiana. Se mi sbaglio, mi corrigerete!». Sono le prime parole da papa di Karol Wojtyla, eletto con il nome di Giovanni Paolo II.
È il 264° pontefice della Chiesa cattolica e anche il primo non italiano dal lontano 1523 (fine del pontificato di Adriano VI, olandese di origine). L’esito del Conclave, inaugurato il 14 ottobre, tiene col fiato sospeso una gremitissima piazza San Pietro, colorata di bandierine con i colori del Vaticano e di fazzoletti bianchi.
C’è grande attesa da parte dei fedeli e della stampa mondiale di conoscere il successore dello sfortunato Giovanni Paolo I, morto dopo solo 33 giorni di pontificato, tra sospetti e veleni. C’è bisogno di una personalità forte capace di affrontare il momento difficile sia all’interno della Chiesa, sia sul piano internazionale, dove regna un clima di guerra fredda tra l’Occidente e i regimi comunisti. C’è bisogno soprattutto di un uomo del dialogo.
Alle 17,17, dal camino collegato con la storica stufa della Cappella Sistina esce una fumata di colore bianco. I giochi sono fatti e subito iniziano a rincorrersi le voci su chi possa essere il nuovo Vescovo della Chiesa di Roma: il dubbio è tra il conservatore Giuseppe Siri e il progressista Giovanni Benelli.
Un’ora e mezza dopo, dalla loggia della Basilica di San Pietro si affaccia il cardinale protodiacono Pericle Felici che, con la storica formula dell’Habemus Papam, annuncia l’elezione di Wojtyla. Un nome talmente poco conosciuto che qualcuno arriva a credere che sia di origine africana.
Fin dal saluto, solitamente in silenzio, Giovanni Paolo II rompe con la tradizione salutando i fedeli con un breve discorso e inaugurando quel filone comunicativo che caratterizzerà il suo pontificato. Il 25 gennaio dell'anno seguente inizierà (direzione Santo Domingo, Messico e Bahamas) il primo di una lunga serie di viaggi apostolici, che lo porteranno a dialogare con le diplomazie e le culture di tutto il mondo.
L'attentato di cui sarà vittima, il 13 maggio del 1981, non ne frenerà l'azione di contrasto al comunismo e al capitalismo sfrenato, nondimeno la politica di dialogo interreligioso, a partire dalla storica visita alla sinagoga di Roma (primo pontefice dai tempi di San Pietro) nel 1986, dove si rivolgerà agli ebrei definendoli i «nostri fratelli maggiori».
Su altri aspetti - contraccezione, aborto e omosessualità - sarà criticato per le sue posizioni conservatrici.
Dopo la morte, il 2 aprile 2005, sarà fatto beato dal suo successore Benedetto XVI e, il 27 aprile del 2014, sarà proclamato santo da papa Francesco.

-Pubblicato il libro Cuore: Per la casa editrice Treves, in questa data, venne pubblicato a Torino il romanzo Cuore di Edmondo De Amicis, scrittore già apprezzato per racconti, inchieste giornalistiche e resoconti di viaggi.
Perfettamente inquadrato nel clima postunitario, il libro conquistò subito pubblico e critica con il suo spaccato di una piccola Italia fatta di eroismi, buoni sentimenti, amore di patria e rispetto per istituzioni e genitori.
Protagonisti i ragazzi di una terza elementare di Torino, rappresentativi delle varie regioni d’Italia raccontate attraverso le loro personali vicende.
Strutturato in forma di diario, protagonista è l’alunno Enrico Bottini che annota i fatti salienti di ogni giorno, descrivendo quello che accade ai suoi compagni, i racconti mensili del maestro e gli insegnamenti morali dei genitori.
Da queste pagine emergono personaggi memorabili come la maestrina della penna rossa, il perfido "Franti", il generoso "Garrone"; accanto ai protagonisti dei racconti mensili il "tamburino sardo", la "piccola vedetta lombarda", il "piccolo scrivano fiorentino".
Nella sua prima pubblicazione, Cuore fu ristampato in 40 edizioni e in seguito tradotto in 25 lingue, accolto come testo educativo da far leggere ai ragazzi di ogni generazione. A partire dal secondo dopoguerra, il suo valore pedagogico fu messo in discussione per i toni moraleggianti e il facile sentimentalismo lontano dalla realtà.
Tuttavia ancora oggi è considerato uno dei migliori esempi di letteratura per ragazzi. L'opera deamicisiana ispirò due film (il primo nel 1948 con Vittorio De Sica), uno storico sceneggiato televisivo (prodotto dalla Rai nel 1984) e due cartoni animati della Nippon Animation.

-Edmondo De Amicis: Il narratore per eccellenza dell'Italia risorgimentale. Così viene ricordato Edmondo De Amicis nei libri di storia e nei manuali di letteratura italiana, che ne esaltano l'attività di scrittore e pedagogo.
Nato a Oneglia, frazione d'Imperia (in Liguria), prese parte con il grado di sottotenente all'infelice Battaglia di Custoza, nel quadro della Terza guerra d'indipendenza italiana. Animato dagli ideali risorgimentali del tempo, traspose il suo impegno nella scrittura giornalistica, prima a Torino e poi a Firenze, dove collaborò per La Nazione.
Tornato a Torino, iniziò la redazione del suo capolavoro assoluto, Cuore, che pubblicò il 18 ottobre del 1886 per la casa editrice Treves, ottenendo un successo senza precedenti: ristampato in 40 edizioni e in seguito tradotto in 25 lingue, fu adottato come testo formativo per i ragazzi di ogni generazione.
Eletto a socio dell'Accademia della Crusca nel 1903, cinque anni dopo, l'11 marzo, De Amicis si spense a Bordighera.

-Robert Capa: Considerato il padre del fotogiornalismo, è stato il più grande fotoreporter di guerra di sempre e con le sue foto ha raccontato i vent'anni che più hanno segnato la storia dell'Europa e del mondo intero.
Ungherese di Budapest, Endre Ernő Friedmann (la sua vera identità) scelse lo pseudonimo Robert Capa (ispirato al noto regista americano Frank Capra) per sfondare nel campo della fotografia. Ci riuscì prestissimo.
Poco più che ventenne prese parte alla Guerra civile spagnola (1936-39), realizzando uno degli scatti più rappresentativi del Novecento: "Il miliziano colpito a morte". Di qui fu in prima linea in tutti i principali conflitti, dalla Seconda guerra mondiale (1941-1945) alla Prima guerra d'Indocina (1954).
Nel 1947, insieme con altri famosi colleghi, tra cui Henri Cartier-Bresson, fondò l'agenzia fotografica Magnum, ancora oggi una delle più rinomate al mondo.
Morì nel maggio del 1954, durante la Prima Guerra d'Indocina, posando il piede su una mina mentre stava per scattare una foto.

-Fondazione del Club Alpino Italiano: Da oltre un secolo e mezzo al servizio della conoscenza e della salvaguardia dell'ambiente montano, il Club Alpino Italiano (CAI) è oggi la maggiore organizzazione che raggruppa professionisti e appassionati di alpinismo.
L'atto costitutivo dell'associazione venne formalizzato il 23 ottobre a Torino da Quintino Sella, ministro delle Finanze dell'allora Regno d'Italia, e da altri 183 soci, tutti appartenenti alle classi più agiate della società (nobiltà, alta borghesia, politica). L'idea era venuta a Sella nell'agosto dello stesso anno, a conclusione di una spedizione sulla vetta del Monviso.
Fu lo storico fondatore a dettare (in una lettera conservata tra i documenti fondativi del CAI) lo spirito identitario del nuovo organismo, assimilato in seguito nello statuto, dove si indica quale principale scopo quello «di far conoscere le montagne, più specialmente le italiane e di agevolarvi le salite e le esplorazioni scientifiche».
Organizzato in circa 500 sezioni, sparse in tutta la Penisola, e con oltre 300mila iscritti, il CAI oggi svolge un ruolo prezioso in tutti i vari aspetti che riguardano l'ambiente montano: dalla memoria storica, affidata al Museo della Montagna (istituito a Torino nel 1874), all'esplorazione con l'Associazione Guide Alpine Italiane (nata nel 1931 come costola del CAI), passando per le attività di prevenzione e soccorso di incidenti prestate dal "Corpo nazionale di soccorso alpino e speleologico" (CNSAS), in collaborazione con la Protezione Civile.
Presieduta dal 2016 da Vincenzo Torti, l'associazione collabora anche con l'Esercito Italiano per la fase di addestramento delle truppe alpine.

-Gianni Rodari: Con le sue storie fantastiche ha fatto viaggiare con l'immaginazione due generazioni di bambini e tuttora i suoi libri sono tra i più letti dai giovanissimi. Nato ad Omegna (nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte), e morto a Roma nel 1980, è ricordato per l'attività di scrittore, giornalista e pedagogista.

Dopo le prime esperienze come insegnante di scuola elementare, collaborò per testate di rilievo nazionale, come Paese Sera e L'Unità, prima di assumere, dal 1950 al 1953, la direzione del settimanale per ragazzi Il pioniere.
Vincitore del Premio Hans Christian Andersen, considerato il "nobel" della letteratura per ragazzi, Rodari pubblicò diverse raccolte di filastrocche e racconti, tra cui "Filastrocche in cielo e in terra", "Il libro degli errori" e "La freccia azzurra" (da cui è stato tratto un film di animazione nel 1996).

-Pablo Picasso: Un genio dell'arte in assoluto e tra i grandi maestri della pittura del Novecento. Nato a Málaga, nel sud della Spagna, e morto a Mougins nell'aprile del 1973, Pablo Picasso è una figura chiave nella storia dell'arte, per l'evoluzione delle forme che segnò con la sua produzione, influenzando profondamente le epoche successive.
Considerato il padre del cubismo, i suoi lavori artistici si dividono in diversi periodi, corrispondenti a diversi momenti della propria vita: "periodo blu", "periodo rosa", "periodo africano", "cubismo analitico" e "cubismo sintetico".
Alcuni ritengono che Picasso sia riuscito a realizzare i suoi quadri perché affetto da emicrania, ritenendo che i volti sproporzionati e tagliati in verticale siano effetto delle visioni spezzate che hanno coloro che soffrono di questa patologia.
L'opera con cui viene maggiormente identificato è Guernica, che ricorda il bombardamento subito dalla popolazione civile dell'omonima città basca, durante la Guerra civile spagnola. Il dipinto è conservato al Museo nacional centro de arte reina Sofia di Madrid.

-Nasce la RAI: Caduto il regime fascista, il governo provvisorio degli alleati decise, in diversi settori, di cancellare nomi e simboli che rimandassero al "Ventennio". Così si arrivò al decreto legislativo n.457 del 26 ottobre 1944, con il quale la vecchia denominazione dell’EIAR (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche) venne mutata in Radio Audizioni Italiane S.p.A..
Partecipata dal Governo e dalla SIP-Società idroelettrica Piemontese, la nuova azienda, grazie al contributo di numerosi intellettuali, cercò anche un rilancio dei contenuti liberandoli dall'ideologia fascista e rinnovando i linguaggi.
Nel 1945 se ne delineò la governance, nominando un nuovo Consiglio d’Amministrazione guidato dal giurista Carlo Arturo Jemolo, in assoluto il primo presidente della Rai. Due anni dopo nacque la Commissione parlamentare di vigilanza, organismo incaricato di vigilare sull'indipendenza politica e sull'obiettività informativa della programmazione radiofonica.
Il 1952 segnò contemporaneamente l'inizio dei primi esperimenti televisivi, con il primo telegiornale sperimentale, e il passaggio dell'azienda dal privato al pubblico, per mano dell'IRI. L'anno successivo si istituì un canone di abbonamento che tutti i cittadini erano tenuti a versare annualmente per finanziare il servizio pubblico televisivo.
L'avvio delle regolari trasmissioni TV, nel 1954, comportò il cambio di nome in RAI-Radio Televisione Italiana. In pochi anni l'offerta crebbe con i primi programmi culturali, i quiz e gli sceneggiati, annunciati dalle cosiddette "signorine buonasera", soprannome dato alle prime annunciatrici dello schermo.

-Debutta il fumetto del Signor Bonaventura: «Qui comincia la sventura del Signor Bonaventura...» apparve per la prima volta ai giovanissimi lettori del Corriere dei Piccoli, sul n° 43 della storica rivista, pubblicato ad ottobre del 1917.
Da quel momento nei cuori dei piccoli (e di molti adulti, visto che il "Corrierino" usciva come supplemento del Corriere della Sera) entrò un signore alto e smilzo, vestito in maniera buffa, con bombetta e palandrana rossa su larghi calzoni bianchi.
Il simpatico personaggio, ideato dal disegnatore e commediografo Sergio Tofano, cominciava sempre con una disavventura che alla fine della storia si trasformava in un'inattesa fortuna: la vincita di un milione di lire, elevata a un miliardo negli anni Ottanta.
Il suo esprimersi attraverso filastrocche, molto amate dai bambini e ancora oggi presenti nelle principali antologie scolastiche, e il suo inguaribile ottimismo nel superare ogni difficoltà lo resero popolare al pubblico di tutte le età.
Protagonista per oltre mezzo secolo sulle pagine del "Corrierino", il Signor Bonaventura ispirò diversi sketch di Carosello, una serie TV a cartoni animati e, in epoca più recente, due cortometraggi in computer grafica 3D. Lo stesso autore ne trasse sei commedie teatrali, portate in scena tra la fine degli anni Venti e l'inizio degli anni Cinquanta. -Diego Armando Maradona: Nato a Lanús, già celebre calciatore argentino, è stato anche un allenatore di calcio. Attaccante e capitano della Nazionale argentina di calcio, vincitore del Mondiale del 1986, gioca e segna in quattro diverse edizioni dei Mondiali: 1982, 1986, 1990, 1994, totalizzando 91 presenze e 34 gol.
El Pibe de Oro (il ragazzo d'oro) milita dal 1976 al 1997 nell'Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Napoli (che trascina alla vittoria di due scudetti), nel Siviglia e nel Newell's Old Boys.
Nel 2000, un sondaggio popolare promosso dalla FIFA lo elegge miglior calciatore del secolo, con una percentuale schiacciante del 53,6% dei voti. I “Grandi Elettori della FIFA”, invece, fanno condividere il titolo con l’altrettanto famoso campione brasiliano Pelé.
La rete messa a segno contro la Nazionale inglese, nei quarti di finale del 1986, è considerato il più grande gol del secolo. La sua carriera di allenatore, intrapresa dopo varie vicissitudini fisiche e familiari, ha il culmine dal 2008 al 2010 quando siede sulla panchina della Nazionale argentina.
Durante la convalescenza dopo un intervento chirurgico alla testa, è morto per arresto cardiocircolatorio a Tigre, in Argentina, il 25 novembre 2020.

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