Una temibile arma
ideazione e progettazione di AI richiede tempi critici e severi di indagine
porsi interrogativi sull’uso sempre più ampio e senza controlli appropriati
di Amanzio Possenti

Sta uscendo dal sonno della tranquillità acquiescente e della mancanza di informazione e di dibattito la ’questione Intelligenza artificiale’ dopo il proporsi di problematiche negli Stati Uniti circa future nuove realizzazioni: ora se ne parla molto poichè AI (o IA) rappresenta ’qualcosa’ sul quale ci si deve interrogare tra passaggi di attenzioni vigorose e necessità di confronto - collaboratrici scienza, tecnologia, robotica e umanità – nei profili di competenza, responsabilità e autorevolezza in tema di rapporto fra AI e uomo.

Il punto al quale si è arrivati nella ideazione e progettazione di AI richiede tempi critici e severi di indagine argomentata per evitare che in un domani - magari nemmeno tanto lontano - si debbano affrontare problemi sulla tenuta e il mantenimento irreversibile dei princìpi umani: una sosta di ripensamento verso scelte congrue e rigorosamente efficienti. Fin d’ora esistono interrogativi (e contestazioni) sull’uso sempre più ampio e senza controlli appropriati e risposte adeguate.
In parecchi Paesi, anche in Italia, si reclamano legislazioni idonee, fatte salve autonomia ed indipendenza di studi e ricerche che garantiscano però la sostenibilità del rapporto AI-uomo, con quest’ultimo protagonista inviolabile: al quale spetta, intatto ed ineguagliabile, il primato di identità che lo distingue dalla Creazione. Nessun umanoide o robot di ultima generazione potrà interromperne l’intelletto, eguagliarne la moralità, coinvolgersi nel senso di responsabilità o sostituirne la libertà.

Va ribadito, pur nello spazio doverosamente assicurato a scienza e inventività, che Ia sia sempre e soltanto al servizio dell’uomo, non un sostituto equivalente, non ne pretenda l’uguaglianza, non lo circuisca con la similitudine, nè divenga, come parrebbe già indirizzabile in alcuni casi, una realtà di super potere, soprattutto una temibile arma. Resti una forte utilità di servizio, un aiuto, niente di più.
L’uomo, destinatario del Creato, pur impegnato in soluzioni avveniristiche, compendia e riassume valori imprescindibili, né può (né deve) cedere ad ipotesi involutive o distruttive dei tratti personali, etici ed esistenziali che ne caratterizzano la presenza sulla Terra.
