Alice Pasquini e Lucamaleonte intervengono lungo il Cammino di San Francesco,
con un progetto diffuso di sei opere permanenti e un archivio sonoro
Cantalice (Rieti)
Cartografie dell’ Invisibile
Nel Lazio, l’arte ridisegna il Cammino di San Francesco con sei nuove opere

Arte contemporanea e itinerari spirituali: sei nuove opere permanenti entrano nel paesaggio di Cantalice, nel reatino, lungo il Cammino di San Francesco.
"Cartografie dell’Invisibile", progetto di arte pubblica promosso da Bluecheese Project APS ETS e curato da Lara De Angelis e Pierpaolo Fabrizio, con tre interventi di Alice Pasquini e tre di Lucamaleonte. Il titolo rimanda all’idea di una mappa da interpretare su più livelli, per percorrere strade e fissare punti di riferimento ma anche per ritrovare storie, presenze naturali e tracce che contribuiscono in vario modo all’identità del luogo.
Realizzato con il contributo della Regione Lazio nell’ambito dell’Avviso Pubblico Arte sui Cammini di Spiritualità – Annualità 2025, il progetto costruisce un itinerario diffuso nel borgo reatino. Alle opere murali si affianca un archivio sonoro accessibile attraverso QR code, composto da sei podcast con le voci di abitanti, bambini, rappresentanti della comunità e degli stessi artisti.

Alice Pasquini e l’acqua di Cantalice
Per i suoi tre interventi Alice Pasquini ha scelto come filo conduttore l’acqua, elemento legato alla storia e alla conformazione di Cantalice. Il riferimento riguarda da una parte la Piana Reatina e i laghi che occupano ciò che resta dell’antico Lago Velino, dall’altra la dimensione religiosa connessa a San Felice da Cantalice e al santuario dedicato al santo. Le tre opere scandiscono un’unica sequenza narrativa, nella quale l’acqua richiama i temi dell’origine, della continuità e della trasformazione.
Alice Pasquini
«Ogni muro ha la sua storia e persone che lo vivono e questo per me è fondamentale quando scelgo cosa dipingerci sopra; per questo la mia è arte contestuale», racconta l’artista Alice Pasquini, definendo come il suo lavoro nasca dall’osservazione del luogo e dal rapporto con chi lo abita, evitando di trattare la superficie urbana come un semplice supporto.

Gli animali di Lucamaleonte
Lucamaleonte concentra invece l’attenzione sulla natura. Colombe, passeri, un lupo e un leccio diventano protagonisti dei tre interventi distribuiti lungo il cammino. Animali e vegetazione non hanno soltanto una funzione descrittiva ma diventano figure attraverso cui costruire racconti. «Mi piace disegnare gli animali perché sono come delle fiabe antiche dove ogni elemento è lì per raccontare qualcosa di preciso», afferma l’artista. «Io uso gli animali per raccontare storie dell’uomo, senza che questo sia presente». Le immagini invitano così a soffermarsi su ciò che normalmente resta ai margini dell’attenzione: il bosco, le specie animali e gli elementi naturali che accompagnano il percorso.
Lucamaleonte
Una cartografia fatta anche di voci
Alla componente visiva si aggiunge un archivio sonoro realizzato da Bluecheese Project. In corrispondenza delle opere, alcuni QR code permetteranno di ascoltare sei podcast dedicati a Cantalice. A raccontare il paese sono i bambini della scuola, il sindaco, il parroco e gli artisti coinvolti. Le testimonianze introducono così un ulteriore livello di lettura, facendo coincidere l’esperienza fisica dei luoghi con le voci di chi li conosce e li vive quotidianamente.
«Quando si percorre un cammino si guardano naturalmente i grandi paesaggi, i monumenti, le montagne. A noi interessava partire anche da ciò che rischia di rimanere fuori dallo sguardo. Le opere sui muri e i racconti orali ci aiutano a scoprire che l’invisibile non è qualcosa di nascosto», spiegano i curatori.