Manifestus
Jacopo Jenna scrive la sua nuova calligrafia del corpo
di Giuseppe Distefano per Exibart
Le mani diventano parole astratte che scandiscono il movimento una nuova grammatica visiva: il nuovo spettacolo di Jacopo Jenna visto alla NID Platform 2026 di Torino

-Manifestus di Jacopo Jenna, Ph Andrea Macchia
Nello spettacolo Manifestus del coreografo Jacopo Jenna, troviamo un rimando immaginario ad Appendice per una supplica, opera video del 1972 dell’artista italiana Ketty La Rocca. Lì le mani in bianco e nero riprese a camera fissa dentro una sorta di boccascena teatrale sul fondo scuro, rappresentavano quasi dei fantasmi, portatori di segni arcaici. In Manifestus (visto alla NID Platform 2026 di Torino), quelle “appendici” comunicative del corpo sono pienamente carnali, foriere di una dinamica luminosa, di un linguaggio del presente. Lì erano isolate dal corpo che li muoveva; qui invece, nell’ampio spazio architettonico che le accoglie, sono in pieno focus insieme a tutta la fisicità dei tre giovanissimi performer Phex, Simone De Giovanni e Petra Audrey Mangoua Youaleu, due b-boy e una b-girl in perfetta simbiosi. Autonome dal resto del corpo e articolate sulle braccia, sono mani aperte, serrate, roteanti, fluide, prolungate, con le dita mimiche, concatenate, intrecciate sui volti, indicanti direzioni, linee da seguire, a comporre forme e segni inediti, parole astratte da interpretare.

-Manifestus di Jacopo Jenna, Ph Andrea Macchia
Sostenuta dal loop ritmico e dalle sonorità elettroniche di Alberto Ricca / Bienoise, quella rigorosa, meccanica fantasia espressiva che le sei mani palpitano come un unico respiro, si espande sempre più per contagio e trasmissione cinetica al resto degli arti, sì da alludere ad una coreografia in versi di stampo futurista.

-Manifestus di Jacopo Jenna, Ph Andrea Macchia
Ed è un’encomiabile, vibratile, energico, disegno ritmato, un unico corpo pulsante, quello che modella il magnifico terzetto di street dancers, quasi a scrivere una nuova calligrafia nell’aria ma ben radicata nelle gambe e nei piedi, generativa di un vocabolario di gesti che Jenna – con la collaborazione di Mattia Quintavalle SLY – struttura in libertà. Decostruiti e ricomposti nel loro stesso linguaggio – break dance, krumping, voguing, powermove –, i movimenti acquistano una propria musicalità nella danza all’unisono che fluidamente si allarga, anche con stacchi solistici dal gruppo, e ritorna a compattarsi, ora luminosa nei volti dei performer.

-Manifestus di Jacopo Jenna, Ph Andrea Macchia Manifestus di Jacopo Jenna, Ph Andrea Macchia
“Manifestus”, ideazione e coreografia Jacopo Jenna, collaborazione alla coreografia Mattia Quintavalle / SLY con Simone De Giovanni, Petra Audrey Mangoua Youaleu, Phex, musiche Alberto Ricca / Bienoise. Produzione KLm-Kinkaleri, Le Supplici, mk, con il supporto di OperaEstate Festival, MilanOltre Festival, Fabbrica Europa. “Manifestus” è in scena il 10 e 11 settembre a BASE Milano, FAROUT Live Arts; il 19 al Théâtre National Algérien per il Festival Internazionale di Danza Contemporanea di Algeri; il 6 e 7 novembre a Bologna, Gender Bender Festival; il 12 in Belgio, al Charleroi Danse; il 3 e 4 dicembre al Teatro Morlacchi di Perugia.
