Le pecore
ma non solo quelle dell'intervallo TV
di Roberto Bonsi
.
Delle pecore abbiamo dei ricordi di stampo bucolico e prettamente televisivo ma anche dei ricordi reali. In questo numero vi scriviamo per l'appunto di questo ovino, un animale se non inviso, ma almeno il più delle volte scarsamente considerato.
La pecora???. Non pare, ma c'è tanto da dire... i ricordi sono lontani nel tempo, e sono legati ad una musichetta televisiva con l'immagine ferma od in movimento delle pecore, quelle del noto intervallo tra un programma televisivo e l'altro, di un ancor giovane mamma RAI.

L'ultima volta, almeno una dozzina di anni fa, durante un'escursione/incursione salentina, ecco un centinaio di ovini con tanto di pastore e di cane, furono un bel vedere, quasi come se fossero appena usciti da un presepe.
La pecora!!!. Inoltriamoci ora nel suo mondo, quello di un animale atipico e spesso mal compreso. Nel nostro caso è”pecus”, e significa: Bestiame di piccolo taglio (passato poi a distinguere un singolo animale) è riservato all'adulto femmina della specie. Il maschio della pecora domestica è invece chiamato montone oppure ariete, mentre il piccolo della famiglia ovina almeno fino ad un anno di età è chiamato agnello.

La pecora è un animale addomesticato in epoca antichissima ed è largamente diffuso in ogni continente. Vive principalmente in gruppi chiamate greggi. L’età di una pecora la si stabilisce dal singolo grado di usura di uno o più incisivi, che come tutti i bovidi sono presenti nella sola mandibola, mentre nella mascella vi è una formazione ossea continua
La pecora è un mammifero perché allatta i suoi agnellini, ed è un ruminante in quanto il cibo viene dalla stessa ruminato, ed è un erbivoro poiché si nutre di sola erba.
La pecora è caratterialmente timida per sua natura ed al contrario di quanto si possa pensare è un animale intelligente. Possiede una buona memoria ed è assai facile nell’apprendimento.

La pecora viene allevata per il suo latte, per la carne e per la sua lana. Qui in casa nostra l’allevamento delle pecore è molto diffuso in Sardegna, nel Lazio ed in Toscana, non disdegnando alcune altre regioni.
Il suo allevamento all’estero è assai ampio nelle regioni del Nuovo Galles del Sud, Victoria e nell’Australia Occidentale, dove vi è in prevalenza la lana Merinos. Pregiate anche quelle dell’Argentina e del Sudafrica.
Gli agnelli vengono perlopiù allevati per il consumo della loro carne, mentre solo una piccola parte è destinata alla riproduzione.
In Italia ricordiamo la ricetta abruzzese degli arrosticini, e per prepararla veniva usato il cosiddetto Castrato, ovvero il maschio della pecora domestica. In diverse aree del Centro del nostro Paese, vi è l’abbacchio, l’agnellino di un solo mese di vita noto ed apprezzato per la sua carne tenera.

Il latte di pecora, nteso come bevanda, è molto meno diffuso di quello bovino, ed anche attorno al latte di pecora è diffusa l’industria casearia, questo per la produzione di formaggi e dei suoi derivati. La lana è invece in prodotto derivante dal vello della pecora, e sin dai tempi più remoti è usata come fibra tessile.
In ambito religioso, l’agnello ha un suo ruolo in alcune religioni, ed al nostro riguardo lo si prega nel Cristianesimo. Ricordiamoci dell “’Agnus Dei” e della tipicità dell’agnello pasquale.
Le pecore vengono allevate allo stato brado semi-stallino e stallino, e qui in Italia sono ben presenti tutti e tre gli allevamenti.
La Bergamasca è da considerarsi la “regina” delle razze da carne italiane, poi vi è la sarda che produce una gran quantità di latte, all’estero come già scritto vi è la razza Merinos, ovunque famosa per la sua lana, morbida e fine nonché di alta qualità.

Il nome scientifico della pecora domestica è il termine latino: “Ovis aries”. La pecora tende a vivere all’incirca tra i dieci e i dodici anni, questo come aspettativa di vita. La pecora pardon il montone più costoso al mondo si chiama “Double Diamond”, il quale è stato venduto ad un’asta, questo in Scozia, nel corso del 2020 per la cifra-record di ben 367.500 sterline pari a 367.800 Euro.
Chi possiede ad esempio 100 pecore da latte, può generare dei ricavi lordi indicativi tra i 15.000 ed i 30.000 Euro annui, mentre il reale guadagno netto, spesso ridotto oppure azzerato dai costi vivi, dipende dai costi di gestione e di produzione.
-”Matta è quella pecora che si confessa al lupo”:- è da incauti e da sciocchi confidarsi oppure affidarsi ad una persona pericolosa o fortemente ostile. Questo è uno dei tanti nostri modi di dire, al riguardo della pecora. Nel mondo esistono oltre 1.000 razze di pecore, e come ripetiamo non sono né stupide né prive di senno, e possiedono ampie capacità cognitive ed anche emotive.
