Atri e Pescara - Abruzzo
Stills of Peace 2026
l’arte contemporanea tra Abruzzo e Argentina
Progetti e iniziative di Marianna D'Ovidio
Stills of Peace torna in Abruzzo con cinque mostre tra Atri e Pescara. Il Paese ospite del 2026 è l’Argentina, con un programma dedicato alla Global Identity

-Nicola Samorì, Flora. Gli esordi di Philip, 2023–2024, 90 × 87 cm, olio su rame. Foto Paolo Dell’Elce
Giunto ormai alla sua tredicesima edizione, Stills of Peace and Everyday Life si conferma una delle manifestazioni più significative dell’arte contemporanea in Abruzzo. L’iniziativa, proposta dalla Fondazione Aria, si avvale della Direzione Artistica di Giovanna Dello Iacono, ed è costituita da eventi tra la Città di Atri e Pescara. Still of peace rappresenta una costellazione di iniziative culturali da seguire tutta l’estate.
Il tema e il paese ospite di Stills of Peace and Everyday Life 2026
In ogni edizione, Stills of Peace seleziona un tema e accoglie un paese ospite: per quest’anno il Paese prescelto è l’Argentina e l’argomento è il Global Identity. Come ci spiega Giovanna Dello Iacono, Direttrice Artistica: «Questa scelta curatoriale nasce dalla volontà di indagare una delle questioni più significative del nostro tempo: il rapporto tra identità locali e appartenenza globale. L’Argentina rappresenta, in questo senso, un interlocutore privilegiato. La sua storia è infatti profondamente intrecciata ai fenomeni migratori che, tra Ottocento e Novecento, hanno contribuito a costruire una delle società più composite del continente americano. Tra questi, fondamentale è stato il contributo dell’emigrazione italiana, che ha lasciato tracce profonde nella lingua, nell’architettura, nelle tradizioni, nelle pratiche sociali e nell’immaginario culturale argentino».
Mostre ed eventi culturali tra Atri e Pescara
La manifestazione si è aperta il 4 luglio 2026 con due mostre presso Palazzo Acquaviva di Atri (TE). La mostra Global Identity a cura di Giovanna Dello Iacono e Maria Letizia Paiato, è un interessante percorso con opere di Luciana Lamothe e Nicola Samorì.

-Nicola Samorì, Distilling On The Stumbling Sandlot, 2023-2024, 83x40x60 cm, marmo rosso di Collemandina. Foto: Paolo Dell’Elce
Profondamente diversi dal punto di vista artistico e dotati di una dialettica distante, Luciana Lamothe (Buenos Aires, Argentina, 1975) e Nicola Samorì (Forlì, Italia, 1977) si incontrano sul concetto dell’identità e sul senso di appartenenza. In un mondo fortemente orientato al cambiamento, tra flussi migratori e rinegoziazioni sociali, l’identità diviene tema centrale di una nuova esigenza collettiva e valore da ricostruire in un contesto universale.

-Luciana Lamothe, frame estratto dal video Maderas, 2024 Luciana Lamothe, Último refugio, 2026, 4x2x3 metri circa, rami di albero, compensato, tubi in metallo. Foto: Paolo Dell’Elce

La forza delle opere di Samorì e la leggerezza di quelle di Lamothe offrono al visitatore una visione ampia e totale sul fenomeno della globalità di storie. Flora di Samorì e Ultimo refugio di Lamothe aprono, inoltre, ad una riflessione sulla sostenibilità del racconto umano, là dove l’appartenenza si produce anche in un inserimento nell’ambiente circostante.

-Maria Positano, Corazza, 2025, 130 × 40 × 15 cm, pasta di carta, argilla, vernice laccata, stucco epossidico, pasta di tessuto, cera per restauro, pietre preziose, oggetti trovati, staffa in ottone. Foto: Paolo Dell’Elce
La mostra Stills of Peace for Young, a cura di Eva Comuzzi e Giovanna Dello Iacono, ospitata sempre a Palazzo Acquaviva di Arti, vede l’esposizione di opere di Satya Forte, Agustina Leal, La Porkeria Mala, Gianlorenzo Nardi, Maria Positano. Il concetto della Global Identity è esteso, in questo caso, a giovani artisti la cui poetica conduce verso scambi di riflessioni sullo status sociale dell’individuo. Le loro opere ricordano come la geografia e l’attraversamento di luoghi generino logiche orientate sempre più alla interconnessione di mondi e culture.

-La Porkeria Mala, Perdidas en Recoleta, Argentina, 2019, 6’50’’, PH: Paolo Dell’Elce
La manifestazione si compone in totale di cinque mostre in una vera e propria Maratona del Contemporaneo, Ma.Co., come viene definita da Fondazione Aria. Il 4 luglio, sempre nei locali di Palazzo Acquaviva di Atri, è stata inaugurata anche la mostra Rodolfo Zanni. Note dall’oblio a cura di Giuseppe Zanni. Rodolfo Zanni (1901-1927) è stato un compositore originario di Atri, la cui esperienza musicale ha riguardato sia la sua terra d’origine, Atri, che la sua patria natale, l’Argentina.

-Armando Di Antonio, Piano Roseto, 1979
Nell’ambito di Still of Peace, a Pescara, presso lo spazio s.l.m.00 – zerozerosullivellodelmare, è possibile visitare la mostra L’uguale, il diverso a cura di Paolo Dell’Elce con le fotografie di Armando Di Antonio e María Zorzon. Le immagini particolarmente espressive riproducono volti solo apparentemente dissimili: sono invece alla ricerca del senso universale dell’esperienza umana e del proprio posto identitario nel mondo.

-Maria Zorzon, Duende de la soja
Restiamo in attesa dell’ultimo appuntamento previsto per il 5 settembre 2026 con la mostra Oh madre! dell’artista Martina Marini Misterioso, a cura di Giovanna dello Iacono e Maria Letizia Paiato, che si terrà nella Chiesa di Sant’Anna di Pescara, in collaborazione con YAG/garage, fino al 3 ottobre.
Still of Peace è accompagnato da altri eventi culturali tra cui Stills Story, una rassegna letteraria curata da Giuliana De Petris, e Cine Argentina, a cura dalla regista argentina Martina Juncadella, che prevede proiezioni di film in lingua originale.
Still of Peace apre una pagina di attualità, richiedendo agli artisti di indagare il senso di una società in continuo mutamento. La presenza di paesi ospiti latinoamericani (Messico – 2024, Colombia – 2025, Argentina – 2026) consente una dialettica su scala mondiale e posiziona la manifestazione come luogo di confronto universale.