Itinerario prevendemmia
Vini del Monferrato
dove l’uva è la madre di un vino superiore
di Amanzio Possenti

Parlare del Piemonte significa evocare l’uva e il vino protagonisti interconnessi dell’economia e del paesaggio: se la prima comporta senso di guadagno,il secondo è richiamo invitante con i filari ordinati e ben esposti al sole, grazie al quale le caratteristiche organolettiche emergenti esprimono alta e apprezzata qualità.
Le aziende produttrici sparse numerose sul territorio - perlopiù tufaceo - segnalano che il vino è un po’ l’anima tipica della zona,anzi una sorta di portabandiera ‘ad hoc’. Le località che lo propongono sono tutte collinari, tra segnali di particolare bellezza, un’armonia paesistica sul verde dominante, accanto a boschi e ampi prati che manifestano un mix fra dolce visione e dono al visitatore, buongustaio e acquirente: prospettiva speciale a pochi giorni dalla vendemmia.

Fra i territori baciati dalla poesia della vite, uno spazio speciale è occupato dall’alto Monferrato,terra che custodisce la vite con amore anche perchè da generazioni è la sostanza del lavoro e lo stimolo al confronto fra proposte vinicole segnate dalla fedeltà e gratitudine alla terra che la produce, importante ben di Dio da tempi remoti come quelli memorabili del Castello di Rocca Grimalda, dai Malaspina,ai Grimaldi, alle attuali proprietarie, le sorelle De Rege: e sempre, fin dal’400, con tocchi di produttività selezionata verso il meglio, oggi con proprietà impegnata( attiva tramite Giovanna De Rege).

Rocca Grimalda e il connesso Ovadese si segnalano per la qualità di un vino superiore che va dall’ ’Ovada’, così è chiamato il Dolcetto di Ovada, prodotto pregevolissimo, dal retrogusto armonioso, ricco di storia grazie a produttori di talento. Non c’è solo Dolcetto - in valido confronto con quello di Alba - ma ad esempio, il Gavi, nella terra felice di un vino nobile, gustoso, dal sapore delicato, prodotto in solare manifestazione. E pregevole fin dal profumo. A Rocca Grimalda, ameno e arroccato borgo storico medievale - atmosfera campestre deliziosa, senso del piccolo che è grande, stupore e incanto di casalinga vivibilità - vige l’imbarazzo delle visite alle aziende, tutte di assoluta proprietà qualitativa. Per esempio l’Azienda Agricola Clerici, attiva dal 1800, nota anche per una poesia dedicata dal poeta dialettale milanese Carlo Porta, è accattivante sia per la posizione naturale - un poggio che guarda in prospetto al vicino Castello come a trarne ulteriore auspicio di storia viva e coerente con il passato - sia per la ricca e preziosa diversità dei suoi vini, anticipati da grappoli maturi e sani, ben visibili in epoca pre-vendemmia: il Piemonte Doc Rosso (vitigno Barbera-Dolcetto),il Doc Rosato(vitigno Dolcetto) e il Doc Albarossa (vitigno Albarossa),il Bianco Frizzante, il Rosato Frizzante e il Barbera. Mentre la proprietaria Lucia Sommariva, milanese, nel ricordare il nonno Clerici (autore dell’avvio aziendale), conduce i visitatori a toccare con mano gli aspetti della produzione, in una cantina dalla temperatura stabile dove il vino ’nasce’ da passaggi di vinificazione, stoccaggio, fermentazione e imbottigliamento grazie a modernissime strumentazioni e si palesa nelle sue caratteristiche originali - all’interno dell’impianto si godono le emozioni di uno sguardo sull’armonia fra natura e prodotto ,risultato di eccellenza e di fragrante sapore.

Nel territorio, nelle visite-itinerario di conoscenza, incontro altre due aziende di prestigio dove il vino, curato con attenzione ad ogni elemento produttivo, è la somma di tanto lavoro importante : la ‘Ca’del Bric’ a Montalto Bormida, dove i coniugi, il bergamasco Giuseppe Ravera e la trevigliese Erika elli Santi, hanno fatto la scelta, dopo l’università, di dedicarsi entrambi al lavoro della vite realizzando una moderna ed efficiente azienda ad alto tasso di qualità e dalle degustazioni significative e la ‘Boccaccio’, proprietà Romano Boccaccio, storica attività vinicola dell’omonima famiglia, sita in altura a Grillano di Ovada al culmine di una splendida valle (ricca di filari) e sottostante la altrettanto nota località vinicola di Cremolino, dove Dolcetto, Moscato e Cortese, fermo o frizzante, sono di casa e si propongono nello stimolo di un gusto inebriante.

Al termine dell’itinerario, in mezzo ad aziende note per il valore delle produzioni,e ubicate in aree di felice incontro, riporto quanto l’Azienda Clerici sottolinea: ‘l’importanza del consumo responsabile del vino’. Apprezzandolo nella misura che gusto e buon senso richiedono.