Tra differenze a armonie
Bianco e nero
di Amanzio Possenti

Molto spesso ognuno di noi pensa in modo differente dall’altro e ciò in virtù sia della libertà di opinione sia dei criteri personali di valutazione.
Da qui nasce la differenza sostanziale di pensieri e di pareri che costellano e caratterizzano la quotidianità: accade pertanto che si formino punti di vista non solo diversi ma opposti. La qualcosa è un bene per la società dove vive la multiformità dei criteri e si spalanca la libertà di pensiero. Tutti ne possiamo godere, dal momento che la vita democratica, come quella civile e culturale trae sostentamento dal confronto delle idee. Di qualsiasi tipo e mentalità. Ma...

Subentra qui il corso di due vocabili noti e diffusi nelle conversazioni comuni, che affermano diversità e contrarietà: il bianco e il nero, due colori-clou che indicano scelte divergenti. Su di essi si articolano e si contrappongono infiniti ragionamenti che ne danno possibili e opposte soluzioni, a seconda delle scelte ideali e pratiche di ciascuno.
Ognuno dei colori porta con sé una identità – si considera aprioristicamente positiva il bianco e negativa il nero - contemplando ambedue una espressa via di azione e di coinvolgimento, un sì e un no, un gesto, una opportunità, uno stile, un futuro. I due elementi raccontano esperienze differenti e in virtù delle loro rappresentazioni contrastanti diventano altrettanti motivi di disputa e di osservazione, di conservazione o di progresso.

Vedere bianco o vedere nero sono diventati sinonimi di pre-posizioni culturali o pronunciamenti di diversa tipologia civile, qualcosa che accende rivalità e dissenso, tanto che la terminologia stessa ne rammenta e ne ripropone le caratteristiche fissandone, pur schematicamente, i due momenti, come il chiaro e lo scuro, il giorno e la notte, il cielo e la terra, l’oggi e il domani.
Ecco, se gli schematismi sussistono e resistono, perché non trasformiamo il bianco e il nero in occasioni
di concordia suscitando attorno ad essi un clima nuovo di amore reciproco e di rinnovata comprensione, germi per una convivenza audacemente innovativa tra popoli e persone gioiosamente felici e in pace?
