Roma - Parco del Colosseo
Troia e Roma
Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico

Aperta venerdì 12 giugno al Parco archeologico del Colosseo - e resterà aperta fino al 18 ottobre 202 - la mostra “Troia e Roma. Miti, leggende, storie del Mediterraneo antico”, ad annunciarlo è il Ministero della Cultura. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’accordo bilaterale siglato nell’aprile 2025 a Roma tra il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica di Turchia, Mehmet Nuri Ersoy, volto a rafforzare la cooperazione culturale tra i due Paesi.
Promossa nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il mediterraneo, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra Italia e Turchia, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo, sviluppo sostenibile e crescita socio-economica.
L’iniziativa, inoltre, costituisce uno dei più ampi eventi espositivi mai dedicati a Troia, capace di riportare al centro del dibattito scientifico e culturale la complessità storica di un sito a lungo identificato quasi esclusivamente con il mito e di rappresentare il suo legame con Roma.

La Mostra
La mostra è curata da Alfonsina Russo, Roberta Alteri, Alessio De Cristofaro, Bülent Gönültaş, Mehtap Ateş, Deniz Doğu Yöndem, Rüstem Aslan.
Attraverso il racconto di figure emblematiche quali Paride, Elena, Priamo, Ecuba, Cassandra, Ettore, Agamennone, Menelao, Achille, Patroclo, Enea, Lavinia, Ascanio e Romolo, la mostra propone un viaggio critico e accessibile nella memoria condivisa del Mediterraneo, evidenziando la perdurante attualità di miti e storie che continuano a costituire un ponte tra passato e presente.
In esposizione più di 300 reperti, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia, molti dei quali esposti per la prima volta in Italia.
Oltre 220 le opere in prestito da 19 musei turchi, di cui ben 50 mai viste prima dal pubblico italiano tra queste la Testa di Augusto, rinvenuta nell’Odeon di Troia e l’Afrodite di Cnido, ritrovata nel 1959 nel Tumulo di Dardano.
Il percorso espositivo, introdotto da una replica monumentale del Cavallo di Troia, consente di mettere in dialogo testimonianze archeologiche fondamentali per la conoscenza del patrimonio storico e mitico di Ilio con materiali che documentano la diffusione e la rielaborazione del mito di Enea fino alla fondazione di Roma.
L’esposizione intende offrire al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma, riannodando idealmente i fili del mito, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.

Le quattro sezioni della mostra
-La prima sezione della mostra è dedicata alla ricostruzione storica, archeologica e topografica del sito di Troia, attraverso un significativo nucleo di reperti provenienti dai musei turchi. Tale sezione offre, inoltre, una panoramica inedita sul mondo ittita e sulle diverse realtà culturali dell’Anatolia del III e II millennio a.C.
-La seconda sezione è dedicata alla Guerra di Troia, raccontata a partire dal punto di vista dei Troiani, con particolare attenzione ai protagonisti e agli eventi principali del conflitto. Ampio spazio è riservato alla figura di Omero e al tema della tradizione epica, analizzata nei suoi risvolti filologici, storici e antropologici.
-La terza sezione approfondisce il viaggio di Enea, ricostruito sulla base delle tradizioni letterarie – da Stesicoro a Virgilio – e della documentazione archeologica. La sezione propone anche un quadro ricostruttivo del Lazio tra il XII e il IX secolo a.C., offrendo strumenti interpretativi per una contestualizzazione storica del mito.
-La quarta sezione è dedicata al mito di Romolo e alla fondazione di Roma, attraverso l’analisi delle principali tradizioni e la presentazione di reperti e testimonianze figurative di grande rilevanza. Viene ricostruito il quadro della Roma arcaica e approfondito il processo attraverso il quale i Romani elaborarono la propria origine troiana, elemento centrale nella costruzione dell’identità politica e ideologica della città. La sezione si conclude con un focus sull’età augustea, su Virgilio e sulla canonizzazione della saga eneadica.

“Con questa iniziativa di diplomazia culturale – dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli – proiettiamo sulla scena internazionale la forza narrativa di un mito fondativo, restituendo la concretezza delle evidenze archeologiche di una civiltà originaria e generatrice. Un’esposizione che conferisce all’epica una dimensione tangibile, capace di intrecciare la costruzione mitologica con il luogo che ne è stato matrice e ispirazione”.
“Portiamo la storia epica di Troia al Colosseo, uno dei più importanti punti d’incontro del turismo mondiale, con una mostra che unisce rigore scientifico, tutela e capacità narrative” – dichiara il Ministro della Cultura e del Turismo della Turchia, Mehmet Nuri Ersoy – Questo progetto rende accessibile a un pubblico globale un patrimonio di valore universale e rappresenta un passo significativo nella cooperazione culturale internazionale”.

