Memorie...
di un questurino trevigliese
di Amanzio Possenti
Lo scrittore Marco Carminati predilige da qualche tempo, fra i molti romanzi pubblicati, il genere noir, un criterio narrativo localizzato in terra bergamasca nel quale, da storiografo racconta storia e storie (autentiche o verosimili o fantasiose) alternandole, con equilibrio espressivo, a fatti contemporanei in un mix di composizione e di attrazione, dove lo ieri e l’oggi si incontrano e si ‘sfidano’. E trovano la simpatia del lettore. Ecco ora il suo ultimo romanzo della serie ’Memorie di un Questurino trevigliese’ (Grafica&Arte, con il sostegno della Fondazione Cassa Rurale Treviglio), che riguarda da vicino Treviglio considerata come ’una città dove tutti sanno tutto, ma guai a chiedere’. Ancor più perché la città nel romanzo percorre contemporaneamente - scrive nella prefazione Angelo Lino Murtas, sardo, già ex Commissario di Polizia a Treviglio – ’le vie e la storia dell’Italia tra Otto e Novecento, accompagnato da un uomo che porta con sé le sue origini, ama la nuova terra che lo accoglie e affronta ogni sfida con coraggio ed umanità’ .
Le indicazioni di Murtas ritmano nella memoria le vicende di Bachisio Piras, protagonista del romanzo di Carminati, giovane sognatore di origine sarda, ambizioso, volitivo, determinato, che si propone di diventare Commissario di Pubblica Sicurezza ‘ma - precisa Murtas - il suo percorso è molto più che una carriera, è un mosaico di esperienze umane, sociali e politiche, un viaggio attraverso un’Italia in fermento fra la terza guerra d’Indipendenza, la prima guerra mondiale, le riforme dell’amministrazione della Pubblica Sicurezza e la marcia su Roma’. Inviato come poliziotto da una città e l’altra, approda a Treviglio ’che lo accoglie e lo trasforma’ . Ovviamente incontra indagini, soprattutto legate alla morte tragica di Achille Brenno, sulla quale il ’noir’ si sofferma con forza coinvolgente.
Il romanzo si dilata e si muove tra episodi da suspense, tra cronaca e riflessioni anche di tipo morale, dove la figura di Bachisio Piras, che porta in sé esperienza e cultura della nativa Sardegna, incontra stile di vita, caratteristiche umane e sociali della terra adottiva trevigliese, dentro la presenza di un inderogabile e costante senso del dovere.
Il testo di Carminati, ben narrato e di agevole leggibilità, accompagna il personaggio facendo del ’questurino trevigliese’ il protagonista di un accattivante racconto di provincia in cui Treviglio e la trevigliesità rappresentano lo spazio sensibile e visibile di una narrazione avvincente, tra memorie, fantasie, situazioni, spazi di storia .
