Violenza minorile
di Amanzio Possenti

La violenza minorile continua a crescere: episodi inaccettabili e inauditi si riproducono dalle città alle periferie ai piccoli paesi, proponendo quali attori in negativo ragazzi tra i 14 e i 16 anni e lasciando trasecolati genitori, coetanei, scuole e opinione pubblica.

Il ritmo episodico si amplia e si aggrava, tutti ci diciamo sconcertati non solo dalla frequenza dei fatti – e dal rilevare con preoccupazione ed angoscia le conseguenze segnalate dalle cronache giornalistiche - ma dall’ irrompere di una violenza incomprensibile. E che lascia sgomenti e allarmati per la sua diffusione nell’età evolutiva. In alcuni casi, fra i protagonisti dei misfatti, si avverte il pericolo della emulazione, in talaltri l’incapacità di autocontrollarsi e di fermarsi quando si sta per imboccare la via sbagliata,in altri ancora un evidente disagio sociale.

Manca appunto il freno - morale e interiore - che, portato avanti negativamente per assenza di essenziali valori educativi, conduce a sbandamenti e a facilità a commettere e ripetere errori di comportamento.
Il minore - maschio o femmina, sembra non esserci distinzione quando scatta la scelta della violenza - si trova coinvolto in un ingranaggio che ne inasprisce toni e azioni anziché favorire vie positive; gli effetti sono purtroppo gravi, pesanti, sotto gli occhi increduli delle comunità.

Di certo si rivela indispensabile un’attenta e finalizzata attività di prevenzione, in famiglia in primo luogo, fra gli amici con il buon esempio, nelle agenzie educative e sociali con lo scopo di aiutare e dare sostegno a valori capaci di preservare e stimolare sviluppo equilibrato, attenzione all’altro, sensibilità autocritica, affinchè l’adolescente trovi attorno a sè gusto per la vita e idoneità di scelte, non strade di violenza, privilegiando desiderio del Bello e del Buono non immersioni nelle vie del male, pratica dell’amore non dello scontro che opprime sé e danneggia l’altro, infine una società meno alienante e più attenta. E ovviamente la determinazione del ragazzo a non lasciarsi fuorviare bensì coinvolgere dal valore e dal fascino del Bene e del rispetto.
