Gaza
di Amanzio Possenti

Come scorrono le giornate a Kiev e nel resto del territorio ucraino sotto l’imperversare di bombe, missili e droni?
Nell’ansia, nel terrore, nella apprensione continua, nella speranza che torni presto la normalità e la qualità del vivere senza interrogativi ininterrotti.
Me lo sono chiesto migliaia di volte a ridosso delle terribili notizie che annunciano tragedie sempre più inenarrabili :e non solo in Ucraina, anche in tutti luoghi dove si abbatte la sventura della guerra.

Se penso a come viviamo noi fortunatamente nel clima di pace, che ci consente di serenità e quiete operosa, e come il nostro pensiero si tranquillizzi e non ci crei momenti di allarmata tensione sul tipo di quelli sofferti dalle popolazioni vittime di costanti e violenti attacchi bellici, non possiamo tuttavia dimenticare quanto accade altrove.

Essere e sentirsi accanto a coloro che vivono un dolore sovrastante e senza fine, notte e giorno, in casa e in strada, bambini, adulti, anziani, è un tentativo di dare loro testimonianza di partecipazione responsabile, intensamente cristiana e disponibile verso fratelli esposti ad un male che non finisce, anzi corrode ed uccide. Imparando ad apprezzare, ad amare e a valorizzare la pace come bene supremo, irrinunciabile, fondamentale, indispensabile alla vita.


Se ci soffermassimo un solo istante con il pensiero sulla tremenda esperienza della guerra, ne capiremmo la gelida follia, il male dei mali.