#380 - 15 giugno 2026
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Fotografia

Quando l'ombra non nasconde ma rivela

Ombra

di Guido Alberto Rossi

Ombra

L’ombra può essere lunga o corta, precederti o seguirti, trovarsi a destra o a sinistra a seconda della direzione in cui cammini rispetto al sole.
L’ombra può servire per attutire la calura o, come nei libri di Agatha Christie, nascondere l’assassino.
Per i veneti c’è “l’ombra de vin” che però ha tutto un altro significato: il detto nasce a Venezia nel XIV secolo, quando i venditori ambulanti di vino in Piazza San Marco spostavano i loro banchi seguendo l’ombra proiettata dal Campanile per godere sempre della sua frescura.
L’ombra può essere naturale, creata dal sole o artificiale, generata da una lampada, vedi le ombre cinesi.

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Per noi fotografi l’ombra è un soggetto importante, in molti casi più importante del soggetto che la genera, che magari è anche piccolo e brutto, mentre la sua ombra è bellissima e lunga, l’importante è vederla e saperla sfruttare nel modo migliore nella composizione dell’immagine prima di fare clic.

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Perché l’ombra non è assenza, ma presenza. Tutti i grandi pittori si sono dati da fare per interpretarla con deliziose pennellate che la ritraggono e la esaltano. Non c’è quadro di Edward Hooper in cui non ci sia un’ ombra da qualche parte sulla tela, magari in un angolino, ma c’è quasi sempre; certo, il suo stile realistico lo imponeva, ma sembra che in diversi suoi quadri si sia divertito a invertire i ruoli, dipingendo l’ombra come soggetto principale. Il nostro Giorgio de Chirico idem.

Ombra

Ma visto che parlo di fotografia, se dovessi elencare tutti i fotografi che usano e hanno usato il gioco delle ombre, scriverei un elenco del telefono.

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Diversi fotografi di moda e bellezza (detta beauty, perché più chic) hanno usato delle ombre proiettate sui corpi delle modelle per creare grandi foto, mentre molti fotografi creativi si sono sbizzarriti a scattare foto solo di ombre, lasciando perdere il soggetto che le creava. Invece nella foto di reportage, il bravo fotografo quando ha la possibilità e il tempo a disposizione aspetta la luce giusta che crea l’ombra giusta prima di scattare, un paesaggio cambia completamente con o senza l’ombra, purtroppo non sempre si ha il tempo o la possibilità di aspettare che il sole faccia il suo lavoro.

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Nella foto aerea l’ombra fa la differenza tra una bella foto e una che non dice niente, quando ho scattato il libro: Egitto Visto dal Cielo (Mondadori), già dal primo volo mi sono reso conto che per far risaltare dalla sabbia le piramidi e le rovine dovevo volare al mattino entro le dieci e nel pomeriggio dopo le quattro, altrimenti il tutto diventava un pasticcio del colore della sabbia, privo di contrasto.

Ombra

Per tutti i voli ho usato gli elicotteri dell’aviazione egiziana e spesso era complicato spiegare ai piloti che dovevano alzarsi presto per decollare prima delle otto.

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A Luxor, un bel mattino, ero già legato al mio posto sulla porta dell’elicottero, con tutte le quattro macchine cariche e pronte, erano le otto precise, stavamo per decollare, quando arrivò una jeep si fermò davanti al muso dell’elicottero. Ne scese un sergente che ordinò al pilota di spegnere il motore e mi invitò a seguirlo, perché il comandante della base voleva parlarmi. Saltai sulla jeep, mentre i minuti preziosi di luce bassa scorrevano troppo velocemente. Trovai Il comandante tutto sorridente che mi aspettava per bere il tè, visto che era presto e avevo l’elicottero a disposizione per tutta la giornata. Finito il tè e i dovuti ringraziamenti il sole era ormai alto, non mi restava che la piscina dell’albergo.

OmbraOmbra

Fortunatamente il giorno dopo i templi erano ancora al loro posto e con la le ombre giuste. Adesso che con Jannik siamo diventati tutti degli esperti di tennis, se ci mettiamo a pensare un attimo, ci vengono in mente le foto del nostro campione, prese dall’alto, dove la sua ombra sul campo praticamente si sdoppia e ti fa quasi pensare che giochi per conto suo e ovviamente batta l’ombra dell’avversario, anche perché è l’ombra N° 1 al mondo.

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