#378 - 7 maggio 2026
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Cinema

I dimenticati - Una iniziativa di "Diari di Cineclub"

Ansa Ikonen.

Diari di Cineclub - I dimenticati - 130. Ansa Ikonen.

Di

Virgilio Zanolla

Ansa Ikonen.

Sono certo che se chiedessimo a cento nostri connazionali notizie sul cinema finlandese, i più farebbero scena muta, due o tre sventolerebbero il nome di Aki Kaurismäki e una decina di essi ricorderebbe che Anna Falchi è nata a Tampere (ciò che non fa di lei un’attrice finlandese, perché appartiene a pieno titolo al nostro cinema). In altre parole, da noi si tratta di una scuola cinematografica semisconosciuta, anche perché la Finlandia non ha avuto lo sviluppo precoce di altri paesi scandinavi come Svezia e Danimarca, non potendo contare fin dagli anni del muto di registi carismatici come Sjöström e Stiller (quest’ultimo, finlandese ma solo per nascita) e di grandi attori e divi come Asta Nielsen, Valdemar Psilander, Lars Hanson e Greta Garbo. In tale contesto, anche un’attrice come Ansa Ikonen, forse la più stimata e celebre in patria nei decenni Trenta-Sessanta, può passare per ‘dimenticata’ dal pubblico italiano, quando ad essere dimenticata - ma dai nostri critici - è in realtà quasi tutta la produzione cinematografica finlandese dagli esordi fino più o meno agli anni Settanta.

Nata il 19 dicembre 1913 a San Pietroburgo, Aili Ansa Inkeri Ikonen era la primogenita di Aleksanteri, ferroviere, e di Adele Katriina Honkanen, entrambi trentunenni; le sorelle Hilkka (1914) e Aino Katriina (1921) morirono ancor bambine di polmonite. Le famiglie dei suoi genitori erano entrambe di origine finlandese, e in casa parlavano in prevalenza la lingua della madrepatria. Dotato di presenza scenica e di una bellissima voce, Aleksanteri arrotondava il suo magro stipendio esibendosi come attore e cantante in operette e altri spettacoli musicali, mentre sua moglie lavorava alle poste ed era un’interprete di motivi legati alle danze popolari. Ansa, che parlava fluentemente anche il russo, possedendo anch’ella una bellissima voce venne avviata da loro a studiare canto. Nel febbraio 1917, con lo scoppio della Rivoluzione d’Ottobre, gli Ikonen tornarono in Finlandia, vivendo prima a Riihimäki, poi a Tikkurila, quindi a Jukolantie, e infine ad Helsinki, nel quartiere Käpylä. Nel gennaio del ’25 Aleksanteri morì di polmonite, e la sua vedova si trovò in gravi difficoltà, tanto che per sbarcare il lunario lavorò come imbianchina in un’officina meccanica; suo unico svago, era recarsi al cinema con Ansa, la domenica. Sua figlia, che sognava di diventare medico, dall’età di quattordici anni studiava canto, dizione, tecnica oratoria ed educazione fisica, e frequentava il Conservatorio, nel quale si diplomò nella primavera 1933. Elbe Nissinen, amica di sua madre e sua insegnante di canto, le ottenne un posto come assistente nel coro del Teatro del Popolo, che quell’anno si fuse col Koiton Näyttämö e divenne il Teatro Popolare di Helsinki. Ansa esordì in palcoscenico come protagonista dell’operetta di Paul Abraham Fiore Hawaiano, sostituendo l’interprete originale indisposta. L’attrice Hilja Horma la raccomandò al direttore del Teatro Nazionale Finlandese Eino Kalima: Ansa non superò l’audizione ma per carenza di personale venne ammessa quale stagista, e nel ’35 iniziò la sua cariera di attrice di prosa col Teatro Nazionale, durata quattro decenni. Fu nel ’34 in palcoscenico che ella conobbe l’attore e regista teatrale Jalmari Rinne, maggiore di lei di vent’anni. Tra lei e lui fu subito passione: ma, essendo egli sposato e già padre di tre figli, l’ultimo dei quali nato proprio quell’anno, il loro rapporto fu tanto intenso quanto discreto.

Ansa Ikonen.

Prima ancora che in teatro, però, Ansa aveva esordito nel cinema, a dispetto del parere negativo sulle sue qualità espresso dal regista e sceneggiatore Erkki Karu, già fondatore e direttore della Suoni-Film, allora la più importante casa di produzione finlandese, che costretto nel ’33 a lasciare la sua compagnia per un dissesto finanziario, aveva fondato la tuttora attiva Suomen Filmiteollisuus. Ansa riuscì a persuadere Karu a farla lavorare come sua assistente in due suoi film, Meidän poikamme ilmassa - me maassa (Nostro figlio nell’aria - Noi sulla terra; ’34) e Syntipukki (Il peccatore; ’35), - riporto tutti i titoli dei film in finlandese come sarebbero in lingua italiana, avvertendo però che solo pochissimi di essi sono stati doppiati nella nostra lingua - e apparve perfino in un paio di spot pubblicitari. Nel ’34 Karu affidò la direzione della Suomen a Risto Orko, a cui Ansa chiese di poter recitare nel cinema; continuò a fare l’assistente, e davanti alla macchina da presa ricoprì piccoli ruoli da flapper girl, ovvero giovane belloccia, moderna e disinvolta, come la comparsata che fece nel suo film Minä ja ministeri (Io e il ministro; ’34), una commedia piccante. Finalmente nel ’35 il regista Valentin Vaala la volle a interpretare la seconda protagonista femminile nella commedia romantica che aveva in programma, Kaikki rakastavat (Tutti amano; id.), in cui avrebbe recitato al fianco di Tauno Palo. Sebbene la coppia protagonista fosse composta da Jalmari Rinne e Birgit Nuotio, lo straordinario affiatamento mostrato dai due giovani attori al loro primo film assieme gli valse la scena principale anche sui manifesti. Nei film che ella interpretò con Jalmari, la loro differenza d’età relegava spesso lui nel ruolo del padre di lei.

Ansa e Palo lavorarono come partner in altri undici film, diventando ottimi amici ma nulla di più; tanto che nelle sue memorie l’attore ricordò divertito di come la gente, incontrandolo per strada, spesso gli chiedesse notizie della «signora Ansa», credendo fossero marito e moglie. Non è un caso che essi si ritrovassero nel successivo film di Vaala, la commedia nuziale Vaimoke (Moglie; ’36), che fu il primo vero successo di lei, la quale ricevé per il suo contributo un compenso di appena 5.000 marchi, e fece di Palo l’astro nascente della cinematografia nazionale. L’apporto di Vaala fu prezioso per aiutarla a capire il modo di lavorare che esige il cinema: attrice di formazione teatrale, sotto la sua guida ella imparò pian piano a immedesimarsi profondamente nella parte, vivendola semplicemente e senza orpelli.

Ansa Ikonen.

Nel ’37 Ansa apparve in quattro film: due drammatici, Ja alla oli tulinen järvi (E sotto c’era un lago di fuoco) di Orko, dov’ebbe un ruolo secondario, e Koskenlaskijan morsiame (La sposa del cavaliere delle rapide) di Vaala, in cui fu di nuovo partner di Palo, il melodrammatico Kuin uni ja varjo (Come un sogno e un’ombra) di Yrjö Norta e Toivo Särkkä (nel quale vestì i panni di Eliina, una ragazza zoppa) e la commedia Kuriton sukupolvi (Generazione ribelle) di Wilho Ilmari. Per La sposa del cavaliere delle rapide (pellicola in cui impersonava una ragazza di campagna, e che riscosse gran successo di pubblico e critica anche in altri paesi scandinavi) ella chiese e ottenne un compenso nettamente superiore rispetto a quello percepito per Moglie: non si trattò d’un capriccio ma di una sollecitazione sacrosanta, motivata dal fatto che fino ad allora le attrici erano pagate assai meno degli attori. Se ne approfittò la lungimirante Finnish Film Industry, che grazie a un contratto per lei più vantaggioso strappò Ansa alla Suomen, con gran delusione di Vaala, che progettava di puntare sulla coppia Ikonen-Palo, regina del cinema finlandese, per una serie di film in fase di sceneggiatura.

Nel ’38 i lettori di “Elokuva-Aita” la votarono come migliore attrice finlandese. Quell’anno ella fu protagonista in due commedie dirette entrambe da Yrjö Norta e Toivo Särkkä, Rykmentin murheenkryyni (Il canto di dolore del reggimento) e Olenko minä tullut haaremiin (Sono entrato nell’harem?), e nel ’39, con gli stessi registi e con Palo quale partner, interpretò il melodramma Jumalan tuomio (Il giudizio di Dio). Tre soli film in un biennio dipesero anzitutto dal fatto che Ansa era occupatissima con il teatro, nel quale stava fornendo prestazioni d’assoluto rilievo: dopo ruoli come quelli di Kate Sanger in Tessa di Margaret Kennedy (’35) e di Sonia in Delitto e castigo di Dostoevskij (’36-37), veniva ormai considerata una delle promesse più interessanti della scena finlandese. Ma non era tutto: perché nella primavera del ’39, rimasta incinta di Jalmari, i due decisero di sposarsi, e per poterlo fare egli chiese il divorzio alla moglie, l’attrice Anni Aitto, che due anni prima si era ritirata coi tre figli a Turku: lei accondiscese, così il 29 luglio del ’39, ottenuto il permesso del Presidente della Repubblica Kyösti Kallio (necessario perché allora la legge finlandese prevedeva che un divorziato dovesse attendere un certo periodo di tempo prima di ammogliarsi di nuovo) Ansa e Jalmari divennero marito e moglie. Nel frattempo, con lo scoppio della seconda guerra mondiale la situazione politica precipitò: il 30 novembre l’Unione Sovietica attaccò la Finlandia, e Ansa fuggì ad ovest, prima a Forssa poi a Pori, dove il 6 dicembre le nacque la primogenita Katriina, anch’ella futura attrice, infine si rifugiò con lei a Stoccolma, dove rimase fino al marzo del ’40, quando tornò ad Helsinki al termine della cosiddetta Guerra d’Inverno.

Ansa Ikonen.

Torniamo però al ’39: perché quell’estate, nonostante l’avanzata gravidanza, Ansa lavorò con Tauno Palo alla commedia musicale SF-paraati (La parata della Suomen Filmiteollisuus) di Yrjö Norta, rinnovando l’immagine di coppia romantica già bene impressa negli spettatori: grazie anche alle suggestive canzoni di Georg Malmstén, si trattò del «primo vero film di rivista finlandese», come riconobbero nelle recensioni i principali critici. La parata della Suomen Filmiteollisuus uscì nel ’40, così come la commedia militare Serenaadi sotatorvella (Serenata col corno da guerra) di Toivo Särkkä, ancora con la coppia Ikonen-Palo, e i drammatici Runon kuningas ja muuttolintu (Il re della poesia e l’uccello migratore) di Norta e Särkkä e Oi, kallis Suomenmaa (Oh, cara terra di Finlandia) di Wilho Ilmari, dove Ansa ebbe quale partner Eino Kaipainen. Il protrarsi della guerra non impedì la produzione di film: ogni anno fino al suo termine ella apparve in nuove realizzazioni, a volte di ottima qualità. Nel ’41 - anno nel quale Ansa risultò la star finlandese più votata dai lettori della rivista “Seura” - nella commedia Täysosuma (Colpo diretto) di Hannu Leminen e nel melodrammatico Kulkurin valssi di Särkkä (Il valzer del vagabondo), con Palo, che venne accolto da uno straordinario successo; nel ’42 nei drammatici Uuteen elämään (La nuova vita) di Särkkä e Rantasuon raatajat (I lavoratori di Rantasuo) di Orvo Saarikivi; nel ’43 nella commedia romantica Tyttö astuu elämään (La ragazza prende vita) di Orvo Saarikivi; nel ’44 nel melodrammatico Vaivaisukon morsian (La sposa dei guai) di Särkkä, con Palo (per la cui interpretazione quell’anno fu eletta migliore attrice al premio Jussi, il più importante riconoscimento cinematograico finlandese, allora alla sua prima edizione), nelle commedie Suomisen Olli rakastuu (Adoro il finlandese) di Saarikivi, dove cantò anche alcuni motivi, e il tragico Nainen on valttia (Una donna è una carta vincente), l’unico film che ella diresse e interpretò, in un periodo in cui la capitale era vessata dai bombardamenti aerei; e nel ’45 nel melodrammatico Nokea ja kultaa (Fuliggine e oro) di Edvin Laine. Il 6 aprile ’45 nacque ad Helsinki la sua seconda figlia, Marjatta Rinne, futura attrice e regista.

Dal dopoguerra Ansa proseguì con crescenti consensi la sua carriera artistica sia in palcoscnico che sul set, anche per alcuni spot pubblicitari, nonché in radio, in televisione e negli studi di registrazione, avendo prestato la sua voce a diverse canzoni. Nella settima arte apparve in altri quindici dei quaranta film in cui lavorò: la commedia avventurosa Pikku-Matti maailmalla (La piccola Matti nel mondo), di Laine e il premiatissimo thriller Pikajuna pohjoiseen (Treno espresso per il nord) di Roland af Hällström (entrambi 1947), il drammatico Laitakaupungin laulu (Canzone della periferia) di Laine (’48), con Palo, i romantici Jossain on railo (C’è una crepa da qualche parte) di Vaala (’49), Professori Masa di Matti Kassila (Il professor Masa; ’50), con Palo, e Vihaan sinua – rakas di e con Edvin Laine (Ti odio amore mio; ’51), le commedie Gabriel, tule takaisin (Gabriel, torna indietro; id.) e Kulkurin tyttö (La ragazza del viandante; ’52) di Vaala, il drammatico Tyttö kuunsillalta di Kassila (La ragazza del ponte della luna; ’53), la commedia Rakas lurjus di Särkkä (Caro ladro; ’55), la commedia romantica Isän vanha ja uusi di Kassila (Il vecchio e il nuovo papà; id.), con Palo, il bellico Ratkaisun päivät di Hannu Leminen (Giorni di soluzione; ’56), con Palo, le commedie Äidittömät di Jack Witikka (Senza madre; ’58) e Miljoonavaillinki di Särkkä (Ammanco di un milione; ’61), e, buon ultimo, nel ’77, in un piccolo ruolo, lo spionistico Telefon di Don Siegel, unico suo film americano ed unico suo girato a colori.

Ansa Ikonen.

Se il suo contributo nel cinema è notevole, quello nel teatro non lo è di meno, considerando che nell’arco dei suoi quarantasette anni di carriera in palcoscenico (si ritirò nel 1981) interpretò ben diciassette ruoli scespiriani (tra cui la Beatrice di Molto rumore per nulla, l’Isabella di Misura per misura, la Giulietta del Romeo e Giulietta e la Porzia de Il mercante di Venezia), sei di Molière (tra cui la Celimène de Il misantropo), e altri di Goldoni (Mirandolina ne La locandiera), Sheridan (Lady Teazle ne La scuola della maldicenza), Goldsmith (Miss Hardcastle ne La notte degli errori), Ibsen (la Nora di Casa di bambola, forse la sua migliore interpretazione, la Hilda de Il costruttore Solness), Strindberg (la Kaarina Maununtytärtä di Erik XIV), Shaw (l’imperatrice ne L’imperatore d’America, con Palo protagonista), Lorca (la moglie di Leonardo in Nozze di sangue), Rostand (la Roxane nel Cyrano de Bergerac) de Musset e Brecht, senza dire di quelli di opere di drammaturghi finlandesi.

Per i suoi meriti artistici nel 1964 le fu conferita la medaglia Pro Finlandia. Nella sua autobiografia, Tähtiaika (Tempo di stelle, 1980) ha ricordato: «Il cinema era stato il mio sogno da giovane. Quel sogno si è avverato e, contrariamente a quanto spesso accade, la realtà è stata all’altezza del sogno. Avevo sognato di fare questo lavoro e sono riuscita a farlo per ventisette anni, un’intera era del cinema. A quell’epoca ci prendevamo in giro a vicenda e i film che facevamo prendevano in giro il pubblico. Ma appartenevamo tutti allo stesso gruppo: il cinema finlandese, le star finlandesi e il pubblico finlandese. Era amore».
Ansa Ikonen è morta ad Helsinki il 23 maggio 1989, all’età di settantacinque anni, cinque mesi e quattro giorni. Quattro anni prima, ultranovantenne, si era spento suo marito Jalmari.

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