#378 - 7 maggio 2026
ATTENZIONE ATTENZIONE CARI LETTORI, PER UN AGGIORNAMENTO TECNICO E REVISIONE DEL SISTEMA, IL NUMERO 378 DEL GIORNALE PROGRAMMATO PER IL 1° MAGGIO, E' ORA IN RETE IN FORMA RIDOTTA. IL prossimo numrro sara' in rete il 1° Giugno. CI SCUSIAMO PER L'INCONVENIENTE - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Pagine Preziose

Il cacciatore di mosche

Un film di Emiliano Ferrera scritto da Giulia Morgani

Prodotto da Officina 111

di Antonio Bruni

Una storia d’amore nonostante la sindrome di Tourette
Certe battaglie si combattono sotto la pelle

Il cacciatore di mosche

“Il cacciatore di mosche” si era autodefinito da bambino il protagonista per giustificare i suoi tic e le alterazioni improvvise dei movimenti. In realtà il giovane è affetto dalla sindrome di Tourette, una malattia tra neurologica e psichiatrica, dai confini incerti, che affligge milioni di persone nel mondo.

Il cacciatore di mosche

Prima di vedere questo film, che focalizza il fenomeno narrando un’improvvisa e tenera storia d’amore, non avevo mai sentito parlare della malattia di Tourette.
L’hanno realizzato in due, quasi da soli, (scritto, diretto, interpretato, montato) Emiliano Ferrera e Giulia Morgani, con molto coraggio.

Il cacciatore di mosche

Ferrera combatte con la Tourette da quando aveva sei anni ma gode di una piena vita sociale. Nell’opera c’è molto del suo vissuto, anche se è ambientata nella desolazione e nella brutalità della periferia romana, narrata con tocchi asciutti e misurati. La fragilità della sua malattia si incontra con il disordine comportamentale della figura femminile, priva di ancore affettive. Il loro amore è difficile e controverso ma diventa sempre più stretto fino al tragico epilogo.
Entrambi i protagonisti, Giovanni e Alice, toccano la sensibilità paterna e materna degli spettatori.

Il cacciatore di mosche

Il film è girato dal vero senza artifici e con mezzi essenziali. Scene, dialoghi, attori e luci sono veri; la colonna sonora corrisponde ai rumori della vita urbana. Spero che la pellicola riesca a girare commercialmente. È un’opera, comunque, destinata a restare perché rappresenta un vero documento sociale, nella tradizione del neorealismo italiano, sui pregiudizi nei confronti di una malattia disturbante e sulle carenze affettive e di carità umana.

Il cacciatore di mosche

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