#377 - 15 aprile 2026
ATTENZIONE ATTENZIONE CARI LETTORI, PER UN AGGIORNAMENTO TECNICO E REVISIONE DEL SISTEMA, IL NUMERO 378 DEL GIORNALE PROGRAMMATO PER IL 1° MAGGIO, E' ORA IN RETE IN FORMA RIDOTTA. IL prossimo numrro sara' in rete il 1° Giugno. CI SCUSIAMO PER L'INCONVENIENTE - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Arte

Un progetto espositivo inserito nel programma ufficiale della Milano Art Week 2026.

Milano – Viale Sarca 183 Bicocca

Yes But

Sotto la direzione creativa dell’artista Aaron Nachtailer si inaugura a Milano il 18 aprile (e fino al 21 aprile) un format atipico pensato per svilupparsi nel tempo, che debutta con un progetto espositivo inserito nel programma ufficiale della Milano Art Week 2026.

Yes But

La mostra Yes, But, che prende il nome dal format, riunisce opere di Aaron Nachtailer, Florencia S. M. Brück, Morgane Tschiember e Rocco Plessi (con un testo di Stefano Pirovano). Installazioni, suoni e interventi site-specific rendono visibili tensioni latenti, trasformandole in organismi dinamici. Il percorso invita il visitatore ad attraversare ambienti in cui materia, gesto e tempo si intrecciano, mentre l’architettura diventa parte integrante dell’esperienza.

Tutto avviene in edifici destinati alla ristrutturazione o alla demolizione, temporaneamente riattivati attraverso pratiche contemporanee.
Da qui la scelta del titolo Yes, But, due parole identiche per lunghezza che riflettono la natura del progetto: gli spazi esistono e si attivano (yes), ma restano sospesi (but), destinati a trasformarsi o a scomparire.

Yes But

Il progetto si colloca nel presente, che è sempre il tempo più fragile e più necessario.
Le città sono stratificazioni di presenze, di usi, di temporalità diverse. L’importante é la capacità di una città di pensarsi nel tempo.
La mostra si colloca così in un intervallo, tra ciò che è ancora e ciò che non sarà più.

Il progetto, sviluppato con l’azienda costruttrice milanese VivirDC, contribuisce a valorizzare temporaneamente spazi in trasformazione, rendendoli accessibili alla collettività e ad attivare aree periferiche della città, portando iniziative culturali anche al di fuori dei circuiti centrali.
Creato da Aaron Nachtailer per VivirDC, realtà attiva nella trasformazione e valorizzazione di spazi urbani, guidata da Bruno Cerella e Giancarlo di Giuseppe.

Yes But

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