#377 - 15 aprile 2026
AAAAA ATTENZIONE questo numero resterà in rete fino alla mezzanotte del 14 APRILE quando lascerà il posto al numero 378 - BUONA LETTURA - ORA ANTICA SAGGEZZA - Gli angeli lo chiamano piacere divino, i demoni sofferenza infernale, gli uomini amore. (H.Heine) - Pazzia d'amore? Pleonasmo! L'amore è già  in se una pazzia (H.Haine) - Nel bacio d'amore risiede il paradiso terrestre (Lord Byron) - Quando si comincia ad amare si inizia a vivere (M. de Scudery) - L'amore è la poesia dei sensi ( H. De Balzac) - Quando il potere dell'amore supererà  l'amore per il potere, sia avrà  la pace (J. Hendrix)
Teatro

Continua sul nostro giornale la pubblicazione dei video
di grandi attrici che interpretano i racconti tratti dal poema

Mi svelo ma in animo nuda

Le storie del corpo che ogni donna può raccontare

https://youtu.be/UcgYJuqursc

di Antonio Bruni

Ogni persona custodisce, nel profondo della memoria, un vissuto del corpo, esemplare della propria identità. Quel pensiero è in lei presente, è raro che ne parli, può restare custodito o inconsapevole nell'animo ma può svelarsi, se ad ascoltare c'è un poeta.
Nasce così "Mi svelo ma in animo nuda". Sono novanta le donne che compongono il poema di Antonio Bruni scritto in versi novenari e corredato da cori e da canzoni, storie vere di vita sessuale di donne normali, raccolte dall’autore con interviste personali e trascritte in versi per renderle più delicate nella loro crudezza. I racconti sono immediati nella loro intimità, senza omissioni. Solo le donne sanno essere sincere con sé stesse.
L’opera, pensata per essere stampata in un libro, è stata invece pubblicata a voce in scena. Venticinque letture dal 2002 al 2017 in teatri, locali, televisioni, piazze. Sono cinquantadue le interpreti di Mi svelo… dal 2002 al 2017.

Oggi vi presentiamo Stefania Barca, attrice di fiction, cinema e teatro, che interpreta: Impossibile dea (Provocazione di una signora in colloquio di lavoro). -storia del corpo di donna (n.6) dal poema Mi svelo ma in animo nuda di Antonio Bruni.
Lettura di esordio del poema, dicembre 2002 al Tempio di Dioniso di Roma, per la regia di Idalberto Fei.
https://youtu.be/UcgYJuqursc

Dal Primo Coro “SDOPPIARSI A CONFRONTO FIGURA” il canto n.6
“E come impossibile dea
da altezza umiliarlo benigna per renderlo tutto rapito”

Non fitte le maglie ritorte
ombreggiano idea di una pelle
dorata ma candida e tesa
dal grigio argentato traspare
da sotto traverso il vestito
un velo che abbaglia e avvolge
in curve il bacino e il seno
fa caldo e il tutto leggero
appare e ricade sul corpo
traluce in cristalli di neve
del pizzo il ricamo sottile
ondeggia e si plasma aderendo
studiata malizia allo specchio
non certo proposta volgare
ma luce elegante dei sensi
che chiami un omaggio silente
a donna che non si raggiunge
son moglie di nobile sangue
non cerco avventure né storie
e devo mostrarmi di rango
in pubblici affari e contatti
trovarmi uno spazio e denaro
se parlo a qualcuno e domando
mi deve ascoltare ammirato
è vero mi manca la forza
talvolta di andare in carriera
ben altra la mia vocazione
di madre abbondante e totale
ma sposo me l' ha limitata
tagliato il secondo mio frutto
per darmi altro scopo e ragione
avermi con sé nell' esterno
un unico erede da ornare
un qualche rimpianto mantengo
ma accetto la mia condizione
che intanto perseguo coi denti
non spreco il mio tempo ma ottengo
se occorre interviene il marito
mi serve il colloquio stamani?
non miro a un contratto preciso
piuttosto un sondare l’ ingresso
divaga argomenti il signore
non sembra puntare a un guadagno
lo sento distante in commercio
cautela! mi inganna quest' aria
mi parla di artisti e cultura
mi scruta e par sia uno scultore
e sembra afferrarmi l' essenza
scoprirmi nel nudo interiore
gli devo deviare il sondaggio
pretesto mi levo e mi giro
la schiena vestita dimostro
son contro finestra e mi chiedo
se tutto è perfetto in figura
mi giro di scatto e dubbiosa
intendo accertare reazione
incrocio un inciampo nel dire
che sento sgusciare tra maglie
parole son dita su pelle
si intrufola dentro lo sguardo
arriva fin veli a violare
vorrebbe frenarsi e distrarre
intanto è attrazione che tira
quegli occhi indaganti non doma
ma poi deglutisce l' istinto
io perdo il discorso che inoltra
cammino nervosa e ritorno
intanto mi muovo ed oscillo
vorrei in una danza esibirmi
per renderlo tutto rapito
averlo in ginocchio invocante
sentirgli le mani ai miei piedi
e come impossibile dea
da altezza umiliarlo benigna
negarmi in sorriso beffarda
a braccia sfacciate in richiesta
ma un guizzo rapace non vedo
quel suo rimirarmi è stupore
è nudo indifeso emotivo
mi sento scottare nel petto
e prendo timore di me
è meglio scappare e concludo
lui frena la voce interdetto
in scusa la foga si inchina
vittoria ! ma forse mi pento
di averlo giocato in rinuncia
fin soglia proibita e golosa
mi avvolge il magone nei veli
mi assordano gioie ostentate
goduto ma non ho ceduto.

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