Guerra e Pace
tensioni e sofferenze inenarrabili.
di Amanzio Possenti

Il mondo vive in preoccupata inquietudine. Mentre si confidava in un possibile accordo - purtroppo naufragato nell’incontro Usa-Iran ad Islamabad - permangono allarmanti le pericolose contrapposizioni belliche, le popolazioni, coinvolte direttamente (orrori della guerra) o indirettamente (drammatici effetti economici ed energetici) auspicano e pregano affinchè prevalga la scelta condivisa di un’intesa tra tregua e pace.
Le violenze della guerra sono una oppressione pesante: se si riuscisse, con buona volontà, a guadagnare almeno il ’cessate il fuoco’,si potrebbe confidare in un esito premonitore, con il passaggio dalle armi al dialogo.

Perpetuare un conflitto già terribilmente atroce - nel quale morte e distruzione sono la permanente condizione tra angoscia e terrore, dato il numero elevato di vittime civili - è segnale di mancanza di carità operativa e realismo confortante. Ognuna delle parti, rivendicando le proprie ‘ragioni’- chi attacca, chi contrattacca, chi subisce, chi grida alla vittoria e chi la contesta – esprime, irremovibile, il succedersi di tensioni e di sofferenze inenarrabili.
Emergono evidenti le sofferenze dei popoli delle quali non si tiene alcun conto; primeggia la prospettiva di ’vincere’ ignorando il prezzo umano della tragedia più volte sottolineato con profondo dolore da Leone XIV tra moniti, esortazioni, preghiere. Resta viva la speranza che possa prevalere il buon senso senza il quale si fa impervia la via di una soluzione.

Guerra e pace, lotta e dialogo. Che cosa ne sortirà per il mondo in attesa?