#377 - 15 aprile 2026
ATTENZIONE ATTENZIONE CARI LETTORI, PER UN AGGIORNAMENTO TECNICO E REVISIONE DEL SISTEMA, IL NUMERO 378 DEL GIORNALE PROGRAMMATO PER IL 1° MAGGIO, E' ORA IN RETE IN FORMA RIDOTTA. IL prossimo numrro sara' in rete il 1° Giugno. CI SCUSIAMO PER L'INCONVENIENTE - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Attualità

Guerra e Pace

tensioni e sofferenze inenarrabili.

di Amanzio Possenti

Guerra e Pace

Il mondo vive in preoccupata inquietudine. Mentre si confidava in un possibile accordo - purtroppo naufragato nell’incontro Usa-Iran ad Islamabad - permangono allarmanti le pericolose contrapposizioni belliche, le popolazioni, coinvolte direttamente (orrori della guerra) o indirettamente (drammatici effetti economici ed energetici) auspicano e pregano affinchè prevalga la scelta condivisa di un’intesa tra tregua e pace.

Le violenze della guerra sono una oppressione pesante: se si riuscisse, con buona volontà, a guadagnare almeno il ’cessate il fuoco’,si potrebbe confidare in un esito premonitore, con il passaggio dalle armi al dialogo.

Guerra e Pace

Perpetuare un conflitto già terribilmente atroce - nel quale morte e distruzione sono la permanente condizione tra angoscia e terrore, dato il numero elevato di vittime civili - è segnale di mancanza di carità operativa e realismo confortante. Ognuna delle parti, rivendicando le proprie ‘ragioni’- chi attacca, chi contrattacca, chi subisce, chi grida alla vittoria e chi la contesta – esprime, irremovibile, il succedersi di tensioni e di sofferenze inenarrabili.

Emergono evidenti le sofferenze dei popoli delle quali non si tiene alcun conto; primeggia la prospettiva di ’vincere’ ignorando il prezzo umano della tragedia più volte sottolineato con profondo dolore da Leone XIV tra moniti, esortazioni, preghiere. Resta viva la speranza che possa prevalere il buon senso senza il quale si fa impervia la via di una soluzione.

Guerra e Pace

Guerra e pace, lotta e dialogo. Che cosa ne sortirà per il mondo in attesa?

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