#377 - 15 aprile 2026
ATTENZIONE ATTENZIONE CARI LETTORI, PER UN AGGIORNAMENTO TECNICO E REVISIONE DEL SISTEMA, IL NUMERO 378 DEL GIORNALE PROGRAMMATO PER IL 1° MAGGIO, E' ORA IN RETE IN FORMA RIDOTTA. IL prossimo numrro sara' in rete il 1° Giugno. CI SCUSIAMO PER L'INCONVENIENTE - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi alcune massime: "Nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito" (Jacques Attali) "I due giorni più importanti della vita sono quello in cui sei nato e quello in cui capisci perchè" (Mark Twain) "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo" (Nelson Mandela) "Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farli pensare" (Socrate) «La salute non è un bene di consumo, ma un diritto universale: uniamo gli sforzi perchè i servizi sanitari siano accessibili a tutti». Papa Francesco «Il grado di civiltà  di una nazione non si misura solo sulla forza militare od economica, bensì nella capacità  di assistere, accogliere, curare i più deboli, i sofferenti, i malati. Per questo il modo in cui i medici e il personale sanitario curano i bisognosi misura la grandezza della civiltà  di una nazione e di un popolo». Alberto degli Entusiasti "Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità , vengano a impregnarlo dei loro colori" (Fabrizio Caramagna)
Religione

Una iniziativa del giornale quotidiano Avvenire

Un appello ai lettori

Per la Pace

Contro le guerre, per la pace: a cosa serve la preghiera, oggi?

Per la Pace

Care lettrici e cari lettori, iniziamo questa newsletter con una domanda impegnativa: a cosa serve la preghiera?
La veglia che il Papa ha guidato alle 18 di oggi (11 aprile) nella Basilica di San Pietro, pregando per la pace insieme a tutta la Chiesa, ci pone una volta ancora davanti a una domanda che per il credente è fondamentale e per chi non crede è comunque ineludibile: c’è un’altra forza che agisce sulla storia oltre alla volontà umana di “fare guerra”?

Per la Pace

L’ottuso riproporsi di un metodo per far marciare la storia basato sull’esercizio della violenza e il disprezzo della vita (le stragi di civili, come quella spaventosa di Beirut, è questo che mostrano) pone tutti – credenti e non ancora tali – davanti a questa domanda, con la consapevolezza e la speranza che non ci sia solo la guerra per rispondere alle ingiustizie e alle crisi internazionali. Perché missili e droni seminano lutti, odio, sete di rivalsa, e riportano l’umanità allo stato primordiale: una sopraffazione reciproca, che non segna mai “l’ultima delle guerre”.

Per la Pace

La preghiera, in questo scenario, si mostra come un gesto pienamente umano e profondamente civile, uno stile e un atteggiamento, un modo di stare al mondo. Perché chi prega resta fedele alla causa che porta nel cuore, la pensa e la chiede tutti i giorni; sa che l’esito della preghiera non è frutto di un gesto solenne e isolato ma di una pazienza che sa di dover tessere la pace come frutto di una costruzione quotidiana, tenace, ostinata; e impara a portare con sé non una questione astratta ma il volto delle persone, delle famiglie e dei popoli che di ogni guerra sono le vittime considerate ormai come un bene relativo e sacrificabile. Fedeltà, pazienza, realismo.
Ecco perché oggi preghiamo con il Papa: per essere donne e uomini così, capaci della pace che muove la storia. Altro che bombe.

Per la Pace

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