#376 - 1 aprile 2026
AAAAA ATTENZIONE - Cari lettori, questo numero resterà  in rete fino alla mezzanotte di MARTEDI' 14 APRILE quando lascerà il posto al n° 377 - BUONA LETTURA A TUTTI - Ora ecco per voi un po' di SATIRA - Nasciamo nudi, umidicci ed affamati. Poi le cose peggiorano - Chi non s ridere non è una persona seria (P. Caruso) - l'amore è la risposta ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande (W. Allen) - Ci sono persone che si sposano per un colpo di fulmine ed altre che rimangono single per un colpo di genio - Un giorno senza una risata è un giorno sprecato C. Chaplin) - "Il tempo aggiusta ogni cosa" Si sbrigasse non sono mica immortale! (F. Collettini) - Non muoverti, voglio dimenticarti proprio come sei (H. Youngman) - La differenza tra genialità  e stupidità è che la genialità  ha i suoi limiti (A. Einstein). -
letteratura

San Francesco seconno noantri

Versi in lingua dell'urbe (romanesco)

Francesco

testo Bartolomeo Rossetti

Disegni di Lucio Trojano

episodio ventesimo e ultimo

***Morte de San Francesco - San Francesco morto***

Francesco

Morte de San Francesco

Era er tre ottobre, s'era fatto sera,
ar vespero, lui co' quer po' de fiato
che prima de spira' j'era restato,
chiese che lo mettessero pe' tera.

Era pallido, peggio de la cera,
e quanno a tera l'ebbero sdrajato,
lui sur punto de morte, in quelo stato,
a li frati je fede l'urtimo coro.

Quanno ne la capanna finì er canto,
de botto se senti, sopra de loro,
gorgheggià come un Gloria er cinguettìo
de' 'no sgtormo d'allodole, che ar santo,
in coro je veniveno a di' addio!

San Francesco morto

Vennero tanta gente a vede' er morto,
e pe' portaje l'urtimo saluto,
che er Santo era da tutti ben voluto,
perchè a nessuno aveva fatto un torto.

Li frati nun ci aveveno conforto
e ognuno se ne stava muto muto,
a guarda' lì quer fisico sparuto
der Santo, che già in cielo era risorto.

Vennero, pe' anna' dietro ar funerale
tanta gente, signori e ciorcinati
era pe' Assisi un lutto generale.

Vennero gente semprice e borghesi,
pe' onora' er Poverello, radunati
da tutte le contrade e li paesi.

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