La guerra lampo...
...persa da Putin
di Nicola Bruni
Gli orrori della guerra scatenata quattro anni fa contro l’Ucraina dal capo assoluto di una grande potenza nucleare, sono oggi sotto gli occhi di tutti.
Secondo una stima del Center for Strategic and International Studies, con sede a Washington, finora circa 1,2 milioni di militari russi e circa 600mila militari ucraini sono rimasti uccisi, feriti o sono stati dichiarati dispersi.
Quante sofferenze, quanto dolore, quante lacrime da entrambe le parti!
Putin ha messo in atto, con un enorme dispiego di mezzi, una spaventosa aggressione contro un “popolo fratello”, proibendo ai russi di chiamarla guerra.
Ma quella sua “operazione militare speciale”, che avrebbe dovuto sottomettere alla Russia in pochi giorni un Paese di oltre 40 milioni di abitanti, vasto due volte l’Italia, è fallita, perché il popolo ucraino ha resistito eroicamente, riuscendo a limitare a circa il 12 per cento le perdite di territorio dall'inizio dell'invasione e infliggendo duri colpi al nemico.

Con i loro missili e droni, gli invasori non si sono limitati a mettere fuori uso molte strutture militari e civili del Paese: hanno sventrato palazzi di abitazione; hanno colpito scuole, asili nido, ospedali, chiese; si sono accaniti in particolare contro le centrali elettriche, per lasciare al buio e al freddo la popolazione; hanno terrorizzato milioni di persone, costringendole a rintanarsi in rifugi sotterranei o a cercare salvezza nella fuga all’estero; hanno fatto strage di almeno 115mila di civili; hanno perfino rapito migliaia di bambini.

In questo cupo scenario, suscita ammirazione la compattezza, la fierezza e il coraggio mostrati dal popolo ucraino, che non vuole rinunciare alla sua indipendenza. E conforta la grande solidarietà che si è messa in moto negli altri Paesi europei per dare accoglienza a sei milioni di profughi dalla guerra e sostenere la Resistenza degli ucraini in patria.

L’Italia ha contribuito ad aiutare generosamente l'Ucraina anche sul piano militare, realizzando una convergenza tra il governo di centro-destra (che ha neutralizzato il filoputinismo di Salvini), il Partito Democratico, Azione e Italia Viva, mentre il Movimento Cinque Stelle e AVS si sono attestati su una linea "pacifista" sostanzialmente favorevole alla resa di Kiev, in consonanza con le più recenti posizioni di un Trump smanioso di riprendere i suoi affari personali con la Russia.

Ricordo che la Costituzione italiana “rifiuta la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11), ma non la guerra di difesa - come fu la nostra Resistenza contro l’invasore nel 1943/45 -, sancendo il principio che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” (art. 52).
Giustamente, difendere la propria patria è un dovere anche per gli ucraini.

Giornale Belsito con vista - www.belsitoconvista.eu - marzo 2026
