AcquaLilli
di Antonio Bruni
Dal 20 al 27 marzo, in orario pomeridiano, la Galleria romana della Pigna, via della Pigna 13, ha ospitato la mostra AcquaLilli, acquerelli di Lilli Fabiani, curata da Antonio Bruni e da Giorgia Eminente Fabiani.

L’autrice, novantaseienne, è alla sua seconda esposizione. Non aveva mai tenuto una matita in mano, Lilli aveva già novant’anni e chiusa dal Covid nel giardino condominiale, spinta dalla nipote Bianca, cominciò a disegnare e poi a dipingere, a rallegrare la sua casa con piante e fiori di sua creazione. Un balcone, cresciuto giorno dopo giorno, con brillanti colori ad acqua, guazzi che innaffiano composizioni strabordanti dai vasi.

Lilli e il marito Fabiano Fabiani si erano conosciuti in Rai negli anni 50. Fabiani fece una grande carriera: giovanissimo direttore del Telegiornale (allora in monopolio) poi dei Culturali Tv. Nel 1975 lasciò la Rai per alti incarichi nelle aziende pubbliche. Lilli aveva già lasciato il lavoro anni prima, per dedicarsi ai quattro figli. La rinuncia alla professione di programmista le era pesata molto. Cresciuti i figli, riprese a lavorare in televisione come collaboratrice fino a superare gli ottant’anni. A novanta ha cominciato a dipingere. Ero andato a intervistare entrambi sui ricordi aziendali per Nuova Armonia, la rivista di Rai Senior. Per me è stata una scoperta imprevista.

Nell’ingresso del condominio appaiono, accanto all’ascensore, i primi acquerelli, un frusciare verde di saluto. Sul grande tavolo da pranzo si affollano i fogli dipinti, assieme a matite e colori, a formare cespugli e intrighi artistici. La casa di Lili e Fabiano si apre con questo benvenuto di colori che avvolge l’ospite insieme alla loro cordiale vitalità.

È un inno alla vita, alla serenità di questi anni più che maturi, vissuti con un’energia straordinaria che fa tacere acciacchi e fastidi. Si può sempre iniziare una nuova strada, scoprire qualcosa di nuovo, immergersi in un parco di fantasia. Lilli ce lo dimostra.

Per condividere la mia sorpresa, ho pensato a una mostra, una seconda dopo quella del luglio 2023 alla Galleria romana di Stefano Simmi, organizzata in grande stile da Roberto Zaccaria.
Ho proposto a Lilli di realizzarla nella Galleria della Pigna, che frequento e amo da anni, nell’antico palazzo °Maffei Marescotti, luogo extraterritoriale del Vaticano, gestita dal sodalizio dell’Unione Cattolica Artisti Italiani*. Uno spazio nobile, storico, accogliente.

All’inaugurazione venerdì 20 marzo 2026 sono intervenuti: Roberto Bernabei, geriatra, sull’esempio di longevità attiva, Elena Di Majo, storica dell’arte, sulla spontaneità artistica, Bruno Manfellotto, giornalista, sul messaggio umano dell’artista e Roberto Zaccaria, giurista, sull’impegno civile. Nel catalogo è ripubblicata la testimonianza del 2023 di Claudio Strinati, storico dell’arte.


La mostra presenta più di cinquanta lavori recenti; i precedenti sono stati tutti venduti in favore dei rifugiati stranieri.
I suoi acquerelli comunicano allegria, luce, vitalità. I visitatori possono gustarli.

