Voci silenziose
all’Università eCampus - Roma
di Cinzia Folcarelli
Le opere di Paola Ceci, Rossella Degasperis, Luigi De Leonibus, Daniela Duccini, Fabrizio Mancinelli, Ada Pasta e Anna Tonelli sono protagoniste della mostra collettiva Voci silenziose, allestita nella sede romana dell’Università eCampus dal 20 marzo al 23 aprile 2026.
Curata da me e da Anna Isopo l’esposizione vuole porre una riflessione profonda sui linguaggi dell’arte contemporanea attraverso le opere dei sette artisti partecipanti, molto diversi tra loro per età, formazione, vissuto personale e, di conseguenza, espressione artistica.


Paola Ceci da alcuni anni ha concentrato i suoi interessi sulla fotografia astratta. La sua ricerca attraversa i concetti del colore e degli effetti grafici. Dopo una lunga sperimentazione sulle varie tendenze e sul linguaggio dell’immagine, è approdata a questo genere perché sentiva l’esigenza di esprimere le emozioni attraverso i colori, utilizzando le tecniche fotografiche acquisite. Attraverso la scomposizione cromatica cerca di ricostruire una dimensione nuova del mondo. Con l’astratto ciò che fotografa viene estrapolato dalla realtà, perde la fisionomia originaria lasciando così spazio alla fantasia dello spettatore che può interpretare a modo suo l’immagine. L’artista ha avuto varie collaborazioni e partecipato a collettive in Italia, Europa e USA.


Rossella Degasperis è laureata in Lettere Moderne. Si è potuta dedicare alla pittura solo dal 1998, frequentando una Accademia delle Arti Decorative ed iniziando subito a lavorare come pittrice e decoratrice su commissione, da sola o per architetti, in Italia ed all'estero (ad es. Country Club in Sabina, ad Ischia, a Doha in Qatar). Da molti anni lavora presso Piazza del Popolo, nello studio-laboratorio vissuto anche come “bottega”, aperto ad allieve e pittrici, in uno spirito di scambio ideale e di ricerca, che va dalla tradizione classica a temi e materiali della pittura contemporanea, in spirito di libertà e varietà eclettica tra presente e passato, con spunti tratti da culture occidentali ed orientali, dovuti anche ai suoi numerosi viaggi. La Natura è grande ispiratrice, come tendenza contemplativa a coglierne visivamente ed emotivamente gli aspetti estetici e preziosi.


Luigi De Leonibus è Generale Ispettore in Riserva dell'Aeronautica Militare Italiana, è dottore in fisica e specializzato meteorologo. Si è occupato scientificamente di realizzazione di immagini digitali da satellite, ha tenuto corsi post-universitari sulla teoria e l’interpretazione di immagini digitali. Ha da sempre coltivato privatamente la passione per le arti figurative. “La realtà riprodotta in immagini è una operazione con cui si combina l’informazione della visione di una scena, il sensibile, con un codice di rappresentazione che ne riduce il significato alla intenzione comunicativa dell’autore verso il fruitore”, dice De Leonibus, “l’incontro tra intenzione dell’autore dell’immagine ed il fruitore avviene tramite la combinazione della tecnica di rappresentazione dell’autore e la curiosità interiore dell’osservatore. E’ pertanto plausibile tentare di rappresentare il sé con una grammatica che riduca la maniera di riproduzione della natura al segno limitato della figura umana codificata nel contesto del vissuto ed aspettato quotidiano, ad esempio le strade”.


Daniela Duccini è diplomata all’Accademia di Belle Arti. A partire dagli anni '80 del Novecento ha svolto diverse attività legate all'illustrazione, alla decorazione e alla scenografia. Successivamente ha scoperto la ceramica che ha praticato per diversi anni. Parallelamente ha mantenuto sempre un rapporto privilegiato con la pittura, anche nei periodi in cui non ha esposto le sue opere, continuando il suo percorso tra realtà e astrazione come sintesi tra visibile e invisibile, astrazione e figurazione come facce di una stessa medaglia. È stata per molti anni insegnante di “arte e immagine” negli istituti di scuola secondaria di primo grado dove ha curato e realizzato, come ideatrice e responsabile, numerosi laboratori e progetti su temi di interesse artistico e culturale, tra cui due Progetti Europei del Programma Comenius di cui è stata coordinatrice e responsabile per l’Italia. Ha ripreso a tempo pieno l'attività artistica ed espositiva da diversi anni.

Ada Pasta dopo il Liceo Artistico, ha proseguito gli studi all’Accademia di Belle Arti di via Ripetta a Roma, affinando le sue doti soprattutto nella scultura e nella scenografia. Ha insegnato storia dell’arte, disegno e disegno tecnico. Per la realizzazione delle sue opere si avvale di tecniche miste: pennarelli acrilici coprenti adatti a superfici scure, acquerellabili, ad alcool e a gesso liquido. Per fonderli tra di loro, a seconda dei casi, usa acqua, alcool e a volte persino candeggina, da cui deriva un effetto pittura molto suggestivo e peculiare. Le sfumature e i toni di colore risultano sempre diversi e i contrasti timbrici creano spazi pieni di magia. I paesaggi marini, amati e raffigurati dall’artista con dovizia di particolari, consentono alla pittrice di dare pienamente sfogo alla sua fantasia, alla quale si abbandona, lasciandosi trasportare dalla sua pittura e rendendosi conto del risultato soltanto a lavoro finito.


Fabrizio Mancinelli, pittore figurativo, si formato nell’atelier di Gianni Baranello. Si ispira al Cinquecento italiano e in particolare alla pittura tonale di Tiziano ed all’opera di Caravaggio.
Ha partecipato alla mostra AroundRome con l’opera “Clarice degli Orsini di Monterotondo”, copertina del libro “Monterotondo” di Claudio Forliti.
Le sue opere sono ricchissime di particolari sapientemente realizzati.


Anna Tonelli è architetta e tra i suoi progetti realizzati c’è “La Casina dell’Orologio” al Pincio (Roma). Specializzata nel Computer Aided Design, ha svolto con l’Università di Roma, l’Accademia dei Lincei e il Ministero per i Beni Culturali, ricostruzioni architettoniche e oltre 50 rilievi artistici architettonici su monumenti storici, finalizzati a restauri conservativi, integrativi. Questa attività ha influenzato il suo segno grafico e pittorico con l’acquisizione di una sua particolare tecnica. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive, in Italia e all’estero, ricevendo vari premi e riconoscimenti. Negli anni scorsi l’Enciclopedia Treccani le ha riservato una voce per le sue attività svolte. La matita è stata la linea della sua vita. “Tra ombre e luci c’era sempre lei, la matita, consolatoria e gratificante perché il disegno è parte di lei, è meditazione e risveglio magico dell’anima”, dice l’artista. Con l’accostamento dei pigmenti puri che stende sulla tela con la punta del pennello sotto forma di minuscoli tratti, cerca di ottenere sia la massima luminosità che la fusione dei colori.
info: eventiecampus@uniecampus.it / 06 70304949 / cinzia.folcarelli@gmail.com
